Le strade del Cilento cadono a pezzi. È questo il grido d’allarme che lanciano i cittadini da una parte all’altra del territorio. La strada provinciale 430 “Cilentana”, che collega Salerno con il sud della provincia e con le mete turistiche più ambite, più di un anno fa è stata interessata da una frana nel tratto tra Agropoli e Prignano che ha portato alla sua chiusura definitiva. Il percorso alternativo è stretto e tortuoso, non adatto né ai camion né ai cittadini che magari si spostano per lavoro e sono costretti a mezz’ora di viaggio in più ogni giorno. L’assessore ai lavori pubblici della Provincia di Salerno, Attilio Pierro, assicura che i lavori per mettere in sicurezza il tratto sono cominciati ma, denunciano i cittadini, “sono comunque in ritardo di oltre un anno”. Per quanto riguarda la Cilentana, il 30 dicembre scorso la Regione ha stanziato 1,5 milioni e mezzo di euro per la prima frana, che insiste sulla strada da oltre un anno. Ma ce ne vorrebbero altri 5 milioni e per ora è tutto in alto mare. Poco più di 17 milioni di euro servirebbero invece per l’arteria stradale che porta al comune di Pisciotta, interessato da oltre trent’anni da un isolamento a intermittenza continuo a causa di una frana nella strada costiera che collega il borgo con Ascea. Un imprenditore edile è costretto a spostarsi a piedi da un cantiere dall’altro: “Sto venendo da Ascea”, ci dice con il fiatone, “ho un cantiere lì e uno a Pisciotta: a piedi ci metto dieci minuti, con la macchina ci metterei due ore perché con la chiusura di questa strada dovrei fare un giro di 50 chilometri”. I commercianti ormai pensano di chiudere bottega. “Speriamo che riescono a sistemare la strada prima dell’estate perché altrimenti l’unica soluzione che abbiamo è andarcene e cercare lavoro altrove”, commenta la proprietaria di un bar di Carmen Galzerano, montaggio Samuele Orini

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Londra: ‘Se indossi una pelliccia, qui non entri!’

next
Articolo Successivo

Armi chimiche siriane, “container difettosi”. Rinviato trasbordo a Gioia Tauro

next