A un gruppo di ragazzi appassionati di informatica e app viene un’idea. Hanno 5000 euro in tasca e molta più fantasia.

Si licenziano e costituiscono una società. Poi, concretamente, sviluppano uno strumento pratico che consenta a cittadini e amministrazioni di parlarsi. Scambiarsi informazioni, comunicare, interagire.

Nel tempo della crisi di rappresentanza e delle tante caste disseminate ovunque per l’Italia, la piattaforma Comuni-Chiamo si traduce in un mezzo per ridurre, comune dopo comune, la distanza apparentemente incolmabile che separa la comunità dalla politica.

Un modo concreto, quotidiano, che consente appunto ai cittadini di segnalare a chi di dovere cosa non funziona nel proprio territorio (la buca per la strada, il lampione bruciato, ma anche le proposte costruttive e le buone idee). Comodamente dal proprio smartphone, direttamente sulla scrivania di chi si prenderà cura della segnalazione, provando a risolvere il problema.

Senza polemiche, ipocrisie, filtri. Un bel progetto, che come Associazione Comuni Virtuosi abbiamo da subito patrocinato, chiedendo a tutti i comuni soci di aderire.

Oggi sono più di 30 le amministrazioni che in tutta Italia hanno avviato il progetto.

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