Si è sempre battuto contro l’avvelenamento della sua terra, ma non è riuscito a sconfiggere i due tumori che nemmeno un anno fa ha scoperto di avere. Se ne è andato domenica all’alba Michele Liguori, 59 anni, il vigile urbano di Acerra (Napoli) divenuto uno dei simboli della lotta contro lo sversamento di rifiuti che avvelenano la Terra dei fuochi. In questi anni l’uomo ha scoperto diverse discariche a cielo aperto. Ai familiari è arrivato anche un messaggio del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Partecipo al cordoglio per la scomparsa di un servitore delle istituzioni che si è adoperato nell’affrontare la situazione devastante determinata nella Terra dei fuochi”

Liguori, che era l’unico vigile del settore ambiente della Polizia municipale di Acerra, era affetto da due tumori che gli sono stati diagnosticati a maggio. I funerali – si è saputo dalla Polizia municipale – si terranno lunedì 20 gennaio alle 10:30, nella chiesa di Sant’Alfonso ad Acerra. ”In questo momento l’unica cosa utile che possiamo fare per Michele è portare rispetto alla sua famiglia, che ha subito questo grave lutto. Per le considerazioni ci sarà tempo”, ha affermato il primo cittadino Raffaele Lettieri

“Ho parlato con lui la scorsa settimana – ha aggiunto commosso Lettieri – era in auto nei pressi del comune. Mi gli sono avvicinato e gli ho chiesto come stava. Ma lui, con la forza che l’ha sempre contraddistinto, mi ha raccomandato di chiamarlo se ci fosse stato bisogno di lui. La voglia di lavorare non l’aveva abbandonato”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Se una suora incinta suscita ancora scandalo (invece che tenerezza)

prev
Articolo Successivo

Antiracket, i conti non tornano

next