Centinaia di persone hanno partecipato all’evento “Caro Paolo…” organizzato ieri dalle Agende Rosse di Torino. Serata in ricordo del magistrato Paolo Borsellino ucciso nel ’92 nella strage di via D’Amelio a Palermo. Alla tavola rotonda non hanno potuto partecipare Roberto Scarpinato, Procuratore Generale della Repubblica di Palermo, e Nino Di Matteo, il pm che sta portando avanti il processo sulla trattativa Stato-Mafia. Le minacce ricevute da Di Matteo hanno reso impossibile la loro presenza in sala. “Riina – spiega Marco Travaglio, vicedirettore de Il Fatto Quotidiano – ha minacciato di morte Di Matteo sapendo di essere intercettato. Queste non sono minacce, ma una condanna a morte. La costituzione – ha concluso Travaglio – è stata violata per vent’anni mentre il papello di Riina è stato rispettato punto per punto”. Sul palco anche Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso in via d’Amelio, e Sonia Alfano, Presidente della Commissione Antimafia Europea. Durissimi i loro interventi contro il Presidente Napolitano “colpevole – spiega Alfano – di aver fatto distruggere le intercettazioni con Mancino. Chi ha sbagliato deve pagare, anche fosse l’ex ministro Mancino”  di Cosimo Caridi

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