E’ servita l’oscurità della notte perché la commissione Bilancio della Camera cancellasse l’oscura norma che tagliava i fondi ai comuni virtuosi “no-slot” sul gioco d’azzardo nel decreto salva-Roma. Tutto bene quello che finisce bene? Non proprio, perché succede che siano proprio i cosiddetti comuni virtuosi che alla fine sgarrano e sono così poco virtuosi. Prendete, ad esempio, il comune di Verona. Le Iene lo scorso maggio hanno registrato un lodevole video contro il gioco d’azzardo e hanno preso come testimonial alcuni sindaci, fra cui Pisapia, Fassino, Emiliano, Pizzarotti, de Magistris e Tosi, sindaco di Verona.

Flavio Tosi davanti alla telecamera de Le Iene è stato convincente, si è fatto quasi trasportare dall’importanza del messaggio: il gioco d’azzardo è “una piaga che impoverisce le persone. E se mi giocassi l’Arena? Basta con le slot”.

Il comune, dopo lo spot, del Sindaco, poteva sembrare un luogo vietato al gioco d’azzardo. Invece…invece, meno di tre mesi fa, sei mesi dopo lo spot de Le Iene, all’aeroporto Valerio Catullo di Verona è stata aperta una sala giochi, con tanto di cartelloni ben in vista per attirare i clienti. E sapete chi è azionista dell’aeroporto? Il Comune di Verona di Flavio Tosi!

Perché sorprenderci. Per il senatore grillino Endrizzi la fondazione del presidente Enrico Letta “VeDrò nel 2010 è stata sponsorizzata da due multinazionali, Lottomatica e Sisal”, leader del gioco d’azzardo. E chi fa parte di VeDrò? Flavio Tosi.

Insomma: si gioca in casa e contro le slot ci sono solo gli spot.

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