A Viterbo la maggior parte della popolazione è senza acqua potabile dai rubinetti. Questo a dodici anni dalle prime regolamentazioni europee che avevano chiesto all’Italia di abbassare i limiti di arsenico e fluoruri presenti nell’acqua, e nonostante la terza deroga dell’Ue (31 dicembre 2012) con la quale si imponeva di risolvere il problema sia scaduta da undici mesi. Il programma per installare dei dearsenificatori è stato approvato dalla giunta regionale Polverini (a fine 2012 aveva stanziato in extremis 12 milioni di euro) e poi, dallo scorso aprile, è stato portato avanti dall’amministrazione Zingaretti. Tutto diviso in due step che dovrebbero concludersi a giugno 2014. Ad oggi, però, la prima tranche di lavori, la cui fine era prevista per lo scorso giugno e poi prorogata al 30 settembre, sembra essere ancora in via di ultimazione, mentre la seconda fase, iniziata sotto l’ombra dei ritardi della prima, dovrebbe concludersi a giugno. In più l’istruttoria conoscitiva dell’Autorità per l’energia e gas (avviata a marzo scorso dopo le proteste del caro bolletta nonostante l’acqua non potabile) non si è potuta ancora concludere entro i 180 giorni previsti, “perché – spiega l’Autorità – le amministrazioni e i soggetti coinvolti non ci hanno inviato tutti i dati necessari” di Francesco Maria Borrelli

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