Eni fa cassa in Russia. Il gruppo petrolifero italiano ha firmato a Mosca l’accordo per la cessione del 60% della società Arctic Russia (che detiene il 49% di Severenergia) a Yamal Development, società controllata pariteticamente da Novatek e GazpromNeft. La vendita frutterà al cane a sei zampe 2,94 miliardi di dollari. Severenergia è titolare di quattro licenze di esplorazione e produzione di idrocarburi nella regione dello Yamal Nenets, nella Russia settentrionale. L’operazione è subordinata all’ottenimento delle autorizzazioni di prassi.

A seguito della conclusione dell’operazione, Eni non deterrà più alcuna partecipazione in Severenergia. “Con questa vendita – si legge in una nota del gruppo – Eni monetizza l’investimento, giunto ad un elevato livello di maturità, nell’upstream siberiano russo, coerentemente con gli obiettivi di creazione di valore per i propri azionisti. Eni manterrà una presenza significativa e forti relazioni con la Russia, sia in termini commerciali che strategici”. Eni è il maggiore acquirente di gas da Gazprom e uno dei maggiori acquirenti di greggio da Rosneft. Ha inoltre una joint venture con Rosneft per l’esplorazione congiunta di asset esplorativi nel Mar Nero e nel Mare di Barents, ed è partner di Gazprom nel progetto South Stream che, una volta completato, trasporterà 63 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

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