Dopo aver incassato la fiducia preventiva del governo e del premier Enrico Letta, anche il Pdl blinda il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, sul caso delle telefonate alla famiglia Ligresti. E lo fa con le parole del capogruppo berlusconiano alla Camera Renato Brunetta, che a L’intervista di Maria Latella su SkyTg24 insiste col paragonare il caso del Guardasigilli a quello della telefonata di Berlusconi in Questura per far rilasciare Ruby: “Strumentalizzazioni sul caso Cancellieri per la vicenda di Giulia Ligresti? E’ vero da sinistra, non dal Pdl. Darò la mia solidarietà al ministro Cancellieri, oggetto di un attacco. Ma su Berlusconi quali solidarietà invece? A Berlusconi 7 anni di galera. Questo paragone non è azzardato farlo, ma è azzardato non farlo”.

Sempre ai microfoni di SkyTg24, poi, l’ex ministro del Lavoro dice no a un passo indietro della Cancellieri: “Deve dimettersi? No, certamente” ha detto il capogruppo, che poi anticipa le mosse del suo partito. “Martedì prossimo, quando riferirà alla Camera – ha detto Brunetta – io la difenderò ma le ricorderò che i due pesi e le due misure non sono accettabili”. Il riferimento è ancora al caso Berlusconi-Ruby: “Come non si può fare un parallelo con il caso Berlusconi – ha aggiunto Brunetta – sarebbe ipocrita non farlo. Tutti gli italiani stanno pensando questo: 7 anni a Berlusconi per una telefonata in questura per sapere se una persona, che non aveva fatto nulla, poteva essere affidata a qualcuno che si prendesse cura di lei”. 

Brunetta, infine, nega la possibilità di un impegno in politica di Marina Berlusconi in veste di leader del Pdl: “Ha dichiarato mille volte che non le interessa, perché quindi questo accanimento inutile? – ha detto – Non avete altro da fare voi giornalisti? La leadership si conquista sul campo, come ha fatto Berlusconi, non con le interviste o le fantasie giornalistiche”. Per quanto riguarda la tenuta dell’esecutivo di larghe intese, Brunetta è chiaro: “Non possiamo accettare il ricatto della governabilità. Il voto sulla decadenza è incompatibile con nostra presenza nel governo. E la responsabilità sarà del Pd”. Letta cade? “Rischia molto di più sulla legge di stabilità che sul caso Cancellieri” è il parere del capogruppo Pdl a Montecitorio, che parla di un Letta che “si è montato la testa dopo una fiducia afferrata per i capelli il 2 ottobre”. “Bisogna rivedere la manovra a partire dai contenuti sulla casa”, afferma Brunetta. Una legge di stabilità, sottolinea, che si basa “su ipotesi di crescita inverosimili” e che quindi produrrà “un aumento della pressione fiscale per tutti”.

Sulla questione Cancellieri è intervenuto anche Maurizio Gasparri. “Se il ministro vuol restare attaccata alla poltrona che ci resti. Reati non credo ne abbia commessi. E ha il certificato Caselli che in Italia è sempre utile – ha detto – A me interessa mettere in evidenza che per cose centomila volte meno rilevanti Silvio Berlusconi si è beccato l’incredibile condanna a 7 anni. Che resta marchio sulla giustizia italiana”. Per il vicepresidente del Senato, poi, “chi si risente per l’accostamento si rassegni. Saremo martellanti. Lo scandalo è la condanna a Berlusconi – ha aggiunto – Non faccio parte di coloro che si commuovono in modo intenso per le sorti della Cancellieri che da ministro dell’Interno del governo Monti rimase in silenzio di fronte al blocco del turn over nelle forze di polizia, che io sto contrastando – ha sottolineato il senatore Pdl – Non reputo portatrici di gloria le dinamiche castali della ricca carriera dei suoi congiunti, più forti nella considerazione materna che nei risultati manageriali”.

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