I giudici della sezione seconda bis del Tar del Lazio, presieduta da Eduardo Pugliese, hanno respinto il ricorso in materia elettorale legato alla legge Severino di Andrea Alzetta, detto ‘Tarzan’. Candidato con Sel alle ultime elezioni comunali di Roma, Alzetta non era stato ammesso all’Assemblea Capitolina nonostante risultasse eletto, perché oggetto di una condanna definitiva e dunque giudicato incandidabile in base alla legge Severino. Con dispositivo di sentenza, il Tar ha respinto il ricorso di ‘Tarzan‘, che dunque non tornerà a occupare uno scranno in aula Giulio Cesare.

Alzetta chiedeva l’annullamento dell’atto di proclamazione degli eletti in Campidoglio, in cui viene dichiarato incandidabile in virtù di una condanna a 2 anni del 2006, per aver partecipato a degli scontri di piazza a Roma nel 2001. Il Tar del Lazio avrà dieci giorni per depositare la sentenza, con la quale si conosceranno le motivazioni che hanno indotto i giudici a ritenere applicabile ad Alzetta le norme della legge Severino. I legali di ‘Tarzan’ avevano anche sollevato l’eccezione di costituzionalità, perché la legge disciplina in modo più severo l’incandidabilità di chi intende entrare nelle assemblee elettive degli enti locali rispetto a chi vuole farlo in Parlamento, configurando una normativa discriminatoria. Pure su questo i giudici dovranno pronunciarsi, ma in ogni caso la decisione non dovrebbe costituire un precedente utile alla causa del senatore Silvio Berlusconi. Come già affermato in passato dallo stesso Alzetta, infatti, l’eccezione di costituzionalità da lui sollevata non riguarda la retroattività della legge Severino ma quella disparità di trattamento tra i candidati alle elezioni comunali e i candidati a quelle nazionali ed europee.

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