Le scuole italiane stanno cadendo a pezzi. E nell’ultimo anno la loro situazione si è ulteriormente aggravata. Una su sette presenta lesioni strutturali, una su 5 distacchi di intonaco e il 39% degli istituti non riceve un’adeguata manutenzione. È quanto emerge dall’XI Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola di Cittadinanzattiva presentato a Roma. Un’indagine che ha coinvolto 165 scuole su 18 regioni, escluse la Valle d’Aosta e la Liguria.

Secondo i dati del rapporto, in Italia, in un aula su 4 sono presenti segni di fatiscenza. Muffe, infiltrazioni e umidità sono il decoro di un bagno su 3. E per quanto nel 2013 sia migliorata la situazione delle certificazioni (il 44 per cento delle scuole possiede quello di agibilità statica, il 38 quello di agibilità igienico sanitaria e il 37 per cento quello di prevenzione incendi), è invece notevolmente peggiorato il dato delle condizioni strutturali degli edifici e della loro manutenzione. Lo scorso anno le lesioni riguardavano una scuola su 10, oggi una su 7, mentre la manutenzione era inadeguata nel 21 per cento dei casi, quest’anno quasi nel doppio (39 per cento).

Le scuole non potrebbero sopravvivere senza il contributo delle famiglie che solo nell’ultimo anno hanno versato circa 390 milioni di euro in contributi volontari o donazioni. Una cifra maggiore, su base annuale, rispetto a quella messa a disposizione dallo Stato con il decreto del Fare. Decreto che ha stanziato, spalmandoli su tre anni, 150 più 300 milioni a coprire le spese per la riqualificazione, messa in sicurezza e costruzione di nuovi edifici. “Poca cosa rispetto al reale fabbisogno – fa sapere Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della scuola di Cittadinanzattiva – basti pensare che il costo di un edificio scolastico di medie dimensioni, antisismico, energetico, a norma, costa 5 milioni di euro”.

Dura la vita soprattutto per gli studenti con disabilità, giunti quest’anno a quota 207mila. Il 26 per cento delle scuole non ha spazio a sufficienza nelle aule per la presenza della carrozzina. Il 23 per cento non ha bagni per disabili. Prima ancora di entrare in classe gli alunni si trovano ad affrontare gli scalini all’ingresso (nel 27 per cento delle scuole), l’assenza di ascensori (nel 35 per cento degli edifici) e le barriere architettoniche che li separano dal resto dei compagni (nel 13 per cento delle aule).

Sul piano regionale sono state rilevate le situazioni più disparate. Si passa dalla (quasi) perfezione, ad edifici che ancora aspettano di essere bonificati dall’amianto. Nel rapporto figurano come scuole di eccellenza, dal punto di vista della sicurezza e accessibilità, il Liceo classico Socrate di Bari e la scuola dell’infanzia don Bronzini di S. Lorenzo a Trento, entrambe classificate con un punteggio di 94 su 100. Le scuole censite nelle altre regioni presentano profili diversi ma tutti sufficienti. Anche se si tratta di una sufficienza un po’ stiracchiata per gli istituti comprensivi “Giarre, plesso Verga”, di Giarre (CT), “Bagnacavallo” (Ra) e “Racconigi” di Torino che raggiungono rispettivamente 62, 63 e 64 punti. Si trovano invece in Lazio e Toscana gli istituti che nella classifica non raggiungono nemmeno la sufficienza. Si tratta di due scuole romane la Secondaria dell’Istituto comprensivo Piazza Sauli (ex Vivaldi) e l’Istituto comprensivo Borgoncini Duca, plesso Manetti, con un punteggio di 58 su 100 (insufficiente) e il Liceo Scientifico di Manciano (Grosseto) con 59 punti.

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