Torna il Festival di Filosofia. “Amare” questo il tema della tredicesima edizione che da venerdì 13 a domenica 15 Settembre si svolgerà a Modena, Carpi e Sassuolo. Numerosissimi ed eterogenei gli eventi: lezioni magistrali, mostre, spettacoli, letture, giochi per bambini e cene filosofiche. Più di 40 location per un cartellone che sfiora i 200 appuntamenti. Numeri giustificati dall’alta affluenza di partecipanti che il festival ha saputo catalizzare esponenzialmente nel corso degli anni; la passata edizione ha contato ben 184 mila presenze.

A Bauman, Augé, Galimberti, Bodei e Cacciari – nomi ormai ben noti al pubblico del festival – quest’anno si aggiungono altri pensatori: la Professoressa di Sociologia alla Hebrew University di Gerusalemme Eva IIllouz, il giornalista Massimo Gramellini ed il religioso Enzo Bianchi. Molti gli studiosi internazionali; tra gli altri, oltre ai già citati: i francesi Luc Ferry, Michel Maffesoli, Anne Dufourmantelle; il tedesco Christoph Wulf; lo spagnolo Manuel Cruz e il greco Stavros Katsanevas.

Saranno loro che, tra piazze e castelli emiliani, esporranno ai presenti le svariate declinazioni del sentimento amoroso. Si distinguerà tra amore “transitivo” o “intransitivo”, dove il primo è relazione e scambio reciproco tra i due termini dell’azione e del pensiero amoroso e il secondo è invece solipsistica incomunicabilità narcisistica. Si analizzeranno separatamente emozioni, passioni ed empatia e si racconterà dei rapporti che intercorrono tra loro. Si indagherà quanto l’amore è motore anche della sfera pubblica, in ultima istanza della politica. E, naturalmente, non ci si esimerà dallo scrutare la concezione che gli antichi avevano dell’amore attraverso miti, racconti e immagini.

Le lezioni dei classici si focalizzeranno invece su singoli maestri; ecco allora che i partecipanti potranno addentrarsi nella concezione che avevano dell’amore pensatori come Platone, Aristotele, San Francesco, Sant’Agostino, Spinoza, Smith, Kierkegaard, Schopenhauer, Lacan e Foucault. Un’incursione in Cina ci farà uscire dal seminato del pensiero occidentale nel tentativo di comprendere come l’oriente ha storicamente raccontato, vissuto e pensato l’amore.

Il cuore pensante della manifestazione sarà contornato di musica, teatro ed arte; con un occhio di riguardo ai giovani partecipanti. Vinicio Capossela proporrà uno spettacolo da lui recentemente ideato, quasi inedito: una lettura musicata de Li bestiaires d’amours, opera del XIII secolo del trouvère Richart de Fornival; da non perdere nemmeno il quintetto dell’eccellente batterista Roberto Gatto che interpreterà le canzoni d’amore scritte, tra gli altri, da Davis e Coltrane e la performance di Jonathan Clancy, artista italo canadese che, con i suoi His Clancyness, ci catapulterà negli amori morbosi cantati da Bowie, Pop e Reed.

Difficile scegliere tra “l’orizzonte infinito della possibilità” offerto dal festival. Segnaliamo“Mai sotto i cavoli!”, a cura dell’Orto botanico dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dove i bambini scopriranno gli stratagemmi orditi dal mondo vegetale per assicurare la continuità della specie. Da non perdere nemmeno l’ineludibile mostra incentrata sul menestrello dell’amore: alla galleria civica di Modena verranno esposte le litografie erotiche che Jhon Lennon regalò a Ono per le nozze. La rappresentazione artistica dell’amore verrà poi raccontata da Philippe Daverio e verrà materialmente eseguita, nella sua forma più contemporanea, da ericailcane e Bastardilla; il loro intervento di street art potrà essere ammirato sul fianco del Palasport di Modena.

Se, nonostante i numerosi input, rimarrete incapaci di comunicare l’amore, niente paura, al laboratorio del Museo della Fiurina sarà presente “Il segretario galante. Come scrivere una lettera d’amore di sicuro successo”; basterà comporre la propria lettera grazie a un modello predisposto e attendere che la bozza venga elaborata creativamente e stampata su carte fustellate, e retrò.

Per tutte le informazioni: www.festivalfilosofia.it

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Matrimoni gay, il cardinale Caffarra: “Sono la devastazione del tessuto sociale umano”

next
Articolo Successivo

Tosi e Civati, due rottamatori alla festa della Lega Nord: “Via la vecchia classe dirigente”

next