E’ polemica sulla decisione di Laura Boldrini di convocare l’Aula il 20 agosto per il ddl sul femminicidio. Se critico si era mostrato, sin dal momento dell’annuncio, il Movimento 5 stelle, oggi ad attaccare la presidente della Camera è il deputato del Partito Democratico Dario Ginefra, che annuncia: “Non risponderò alla convocazione”. 

“Il 20 agosto – scrive Ginefra – mi recherò al Cie di Bari per dedicare la mia giornata di lavoro parlamentare a quella che ritengo una più utile iniziativa ispettiva”. Ginefra si accoda quindi a quanto già detto in precedenza dal M5s: “La Camera dei Deputati non è la vetrina istituzionale per nessuno, tanto più per la terza carica dello Stato. Il Parlamento non ha bisogno di spot demagogici ma di produttività, quella che i gruppi parlamentari hanno posto al centro dell’agenda parlamentare sin dall’avvio di questa XVII legislatura”.

Solo ieri, Luigi Di Maio, deputato del Movimento e vicepresidente della Camera, aveva rivolto a Boldrini lo stesso genere di critiche: “Il 20 Agosto – ha scritto sul suo profilo Twitter – alle 13:00 ci sarà una seduta della Camera dei Deputati di 2 minuti presieduta dalla Presidente in persona, per comunicarci che ci saranno altri 16 giorni di vacanze. E viene spacciata anche per ‘lavori dell’Aula’. Convochiamo la riunione dei capigruppo e ricominciamo i lavori da mercoledì, se vogliamo essere seri”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Roma, 3,8 milioni per lo staff della giunta. “Macchina complessa, taglieremo altro”

prev
Articolo Successivo

Schiavi di una finta democrazia

next