Il pg della Cassazione ha avviato un’azione disciplinare nei confronti di Antonio Ingroia, già procuratore aggiunto di Palermo e leader del movimento “Azione Civile”, per avere continuato a svolgere attività politica anche dopo il rientro in ruolo nella magistratura.

Nei giorni scorsi il procuratore capo di Aosta Marilinda Mineccia aveva inviato una segnalazione per “illecito disciplinare” nei confronti di Ingroia, da inizio maggio in servizio nel capoluogo valdostano, facendo riferimento all’attività politica da lui svolta. La notizia era stata riportata dal Tgr della Valle d’Aosta. La segnalazione era stata inoltrata al Csm, al ministro della Giustizia e al procuratore generale della Corte di Cassazione. Ingroia nelle scorse settimane aveva partecipato a numerose iniziative di carattere politico tra cui la presentazione di Azione Civile, il movimento da lui fondato, evoluzione di “Rivoluzione Civile” con cui si era presentato alle elezioni politiche.

“E’ una conseguenza della segnalazione del procuratore di Aosta. E la cosa non mi sorprende né mi amareggia. L’amarezza vera è invece venuta dalla decisione, che considero politica, presa a sua tempo dal Consiglio superiore della magistratura, quando mi destinò alla procura di Aosta” dice Ingroia. Il Csm aveva indicato in Aosta l’unica sede possibile per la toga siciliana perché unica sede dove Ingroia non si era presentato alle elezioni, ma il magistrato ha ingaggiato una lunga battaglia legale per rinviare l’inizio del nuovo incarico. Ma il Tar ha respinto le sue richieste.

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