Alla fine hanno mollato un po’ il colpo anche loro: nell’anno in cui la Saras ha registrato un rosso di 90,1 milioni di euro, perfino i fratelli Moratti si sono ridotti drasticamente i compensi. Per l’esattezza del 39,43 per cento. Che significa, viste le somme in gioco, 1 milione tondo in meno per ciascuno. Anche se la somma incassata dalla raffineria di famiglia per Gianmarco e Massimo, rispettivamente presidente e amministratore delegato del gruppo di Sarroch, resta comune di tutto rispetto: 1,536 milioni di euro per ciascuno.

Non così i figli, con il primogenito di Gianmarco, Angelo, che in veste di vicepresidente si porta a casa 1,165 milioni, contro il milione e ventiseimila euro del 2011. Merito, principalmente, dei 689mila euro di compensi ricevuti per “competenze di lavoro subordinato“, oltre ai 239mila euro di “indennità di fine carica o cessazione del rapporto di lavoro”. Situazione che, fatte le debite proporzioni, si ripete anche col figlio di Massimo, Angelomario detto Mao. Il vicepresidente dell’Inter ha infatti incassato 321mila euro, cioè gli stessi 240mila del 201, cui vanno aggiunti 80mila euro di “indennità di cessato rapporto“.

E per non far torto a nessuno, lo schema è stato applicato anche a Gabriele, lo stesso che nel 2011, con la sua Bat-caverna abusiva mise in notevole difficoltà sua madre Letizia Brichetto in Moratti in piena campagna elettorale. A lui sono andati 221mila euro: 168mila euro in linea con lo stipendio dell’anno scorso, oltre a 52mila per la cessazione del rapporto di lavoro. “Si tratta dell’accumulo del Tfr di fine esercizio relativo ai consiglieri che sono dipendenti dell’azienda”, spiegano dalla società. Fatto sta che, nonostante la riduzione di 1,727 milioni sul 2011, lo stipendio della famiglia azionista con i suoi 4,780 milioni di euro, rappresenta il 66,89% dei 7,145 milioni di emolumenti che la Saras ha versato quest’anno ai suoi vertici, inclusa la prima linea dei dirigenti. 

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