Tutto è bene quel che finisce in potere. Dopo la morte e risurrezione di Silvio, oggi maturano i frutti dell’obbedienza. Angelino Alfano, leader dal futuro inarrivabile, è candidato a fare il fantavicepremier: poteva andargli molto peggio, nel mondo reale. Il senatore Renato Schifani e il deputato Renato Brunetta si ritrovano a guidare le truppe camerali: anche qui, una botta di merito da paura. Infine, le fedelissime Mara Carfagna (“donna da sposare” secondo l’antica definizione cavalleresca) e Maria Stella Gelmini (la ministra tutta d’un pezzo anche quando i neutrini si ribellavano alle logiche azzurre), hanno avuto ciò che era loro dovutissimo: Mariastella è da oggi la vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, mentre Mara sarà la portavoce ufficiale dell’onorevole Gruppo.

Perciò con Brunetta (capo), Gelmini (vice) e Carfagna (the Voice) il Pdl avrà molto da dire alla Camera. Soprattutto perché Daniela (Santanché) è rimasta clamorosamente fuori da tutti i giri ufficiali e c’è da giurare che non terrà chiuse le labbrucce. Perché Nunzia Di Girolamo, ciuffo critico del plotone amazzonico, ha già sbattuto i pugni oggi alla riunione del partito: Berlusconi ha sbagliato a ripropinare Schifani spingendo i grillini nelle braccia di Grasso, dovevamo osare un nome diverso. Forse il suo, donna giovane e Pd-friendly?

“In riunione ho detto semplicemente quello che pensavo” risponde De Girolamo. Aggiungendo: “Ora niente polemiche, dobbiamo essere uniti, ma è giusto che negli organi dirigenti ci sia un maggior coinvolgimento e confronto”.

Eh certo, più confronto per tutti. Come insegna mamma Licia Ronzulli, quella famosa per aver portato il bebè in aule europee ben prima delle colleghe grilline (tiè). “Le mie più vive congratulazioni a Maria Stella Gelmini e a Mara Carfagna per gli importanti incarichi che sono stati loro affidati all’interno del gruppo parlamentare del Pdl alla Camera – ha dettato Licia alle agenzie di stampa subito dopo la nomina -. Auguro ad entrambe buon lavoro nella certezza che sapranno, come sempre, essere all’altezza della situazione”.

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