“Sono certo di non imbarazzare il Csm; altrimenti me ne sarei già andato”. Lo dice il primo presidente della Cassazione, Ernesto Lupo, rispondendo all’articolo sul Fatto Quotidiano che ha riportato come Lupo sia consuocero di Manuela Romei Pasetti, l’ex giudice il cui nome compare nelle carte sull’inchiesta di Finmeccanica. Nell’ordinanza di custodia cautelare per l’ex presidente di Finmeccanica Orsi si racconta di contatti che Romei Pasetti avrebbe avuto con ambienti del Csm in relazione alla nomina del nuovo procuratore di Busto Arsizio. E si fa capire che la speranza di Orsi era che la nomina ricadesse su un magistrato diverso dall’attuale reggente dell’ufficio, il troppo “zelante” Eugenio Fusco.

Avvicinato dai giornalisti, Lupo spiega che la rottura con la sua consuocera è antecedente alle vicende di Finmeccanica. “Risale alla questione della presidenza della Corte d’appello di Venezia“, dice l’alto magistrato, ricordando che la nomina di Romei Pasetti a quell’incarico venne annullata dal giudice amministrativo. “Non ha voluto più avere rapporti con me, evidentemente ritenendo che non mi fossi comportato come lei avrebbe voluto”, aggiunge il primo presidente della Cassazione, che del Csm è componente di diritto.

A garantire Lupo è il vicepresidente del Csm Michele Vietti. “Desidero rassicurare tutti e innanzitutto il presidente Lupo – dichiara – che il Csm non è per nulla imbarazzato né delle sue parentele né di null’altro. Personalmente sono orgoglioso – ha aggiunto – che Lupo faccia parte del nostro organo e del nostro Comitato di presidenza”.

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