“Una legge fatta male. Pensata per un sistema bipolare che di fatto non c’è stato”. La mette così il presidente dell’Agcom Angelo Marcello Cardani, intervenuto oggi a Roma al sit-in radicale contro la violazione delle regole sulle apparizioni televisive in Rai, e punta il dito contro un Parlamento, che “evidentemente ha avuto di meglio da fare che riformare la norma” (la Par Condicio, ndr). E ancora: “Con ventisette o addirittura ventinove liste la Rai fa fatica a gestire le presenze nei programmi, e sono stati commessi errori”. In presidio di fronte alla sede del Garante per le Comunicazioni, Emma Bonino e Marco Pannella hanno ricordato che lo scorso agosto una delibera della stessa Autorità chiedeva alla Rai di “riparare” in favore del Partito Radicale. Una delibera non ancora rispettata.“Il problema non è che la Rai disattende le delibere”, va giù duro il deputato Maurizio Turco, “è che non le legge proprio, non gliene frega niente”. Cardani risponde, ma la soluzione è lontana: “Impossibile ristabilire l’equilibrio in campagna elettorale, si rischiano altri errori”. Il risultato, spiega la senatrice Emma Bonino, “è l’illegalità della campagna elettorale e la negazione del diritto dei cittadini a poter conoscere le diverse proposte elettorali”. E cita i dati Rai: “Hanno deciso che le coalizioni devono avere più spazio delle liste, cosa che non gli ha detto proprio nessuno, anzi è esattamente il contrario. Così le elezioni sono ridotte a farsa e il servizio pubblico è ridotto a salotto privato di questo o quel conduttore”. Per il leader radicale Marco Pannella “questo è un Paese ufficialmente in flagranza criminale. I dirigenti della RAI fanno anti-democrazia” di Manolo Lanaro

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