“L’Italia arriva a queste elezioni come un Paese disperato. Dopo il voto prevedo forte instabilità”. Così l’ex direttore dell’Economist Bill Emmott, a Milano per la proiezione del suo ‘Girlfriend in a coma‘, il documentario sull’Italia realizzato con la regista Annalisa Piras che ieri ha riempito il teatro Elfo Puccini. Un’accoglienza prevedibile per quello che sarà ricordato come il film più discusso della campagna elettorale. Una fotografia che racconta le eccellenze ma soprattuto la crisi di una nazione che annega nella corruzione e nel malcostume delle sue classi dirigenti. La narrazione degli eventi si alterna a passi della Divina Commedia: “Un messaggio che spero segni l’inizio di un movimento di consapevolezza e di cambiamento”. Il film doveva essere proiettato al Maxxi di Roma il 13 febbraio ma per “ferree disposizioni” del Ministero delle Attività culturali (da cui il Maxxi dipende) l’appuntamento è slittato di Francesca Martelli

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Caso Giannino: “Pronto al passo indietro, decide la direzione”

prev
Articolo Successivo

Monti contro la Lega Nord: “La Padania non esiste”

next