Recentemente alcune sentenze hanno rimesso pesantemente in discussione la legge Fini-Giovanardi sulle droghe. La Corte Costituzionale ha ritenuto che il consumo di gruppo non costituisse reato e la Corte di Appello di Roma (Terza Sezione, Presidente ed estensore Bettiol) ha rinviato alla Corte Costituzionale la famigerata legge Fini-Giovanardi sulle droghe, ritenendola incompatibile con la Costituzione. La Corte romana si rifà ad alcune sentenze della Consulta, che hanno ripetutamente bocciato altri decreti-legge proprio perché il Parlamento li aveva approvati, senza che ci fossero i requisiti.

I giudici romani sottolineano poi la assurdità della equiparazione di droghe “pesanti” e “leggere“, di cui “va rilevata la modestia degli effetti negativi sull’organismo, non differenti da quelli che provocano alcool o nicotina” e la “assenza di effetti di dipendenza nei consumatori di cannabis”. Secondo i giudici, la legge Fini-Giovanardi viola anche la legislazione europea perché “unificando la pena prevista sia per le droghe leggere che per le droghe pesanti” non si è attenuta ad una decisione del 2004 del Consiglio della Unione Europea.
Di fronte a queste positive sentenze della magistratura, i movimenti antiproibizionisti chiedono giustamente alla politica di assumere le proprie responsabilità. Condivido integralmente questa sollecitazione e ritengo necessario costruire – da subito – uno schieramento ampio che si ponga l’obiettivo di abrogare la Fini-Giovanardi, che ha riempito le patrie galere di uomini e donne che non hanno alcuna colpa.

Per questo rivolgo un appello a tutti i candidati e le candidate alle elezioni nazionali, al fine di costruire da subito quelle convergenze che rendano possibile un passo vanti nella civiltà del paese. Quando ero ministro delle politiche sociali la cancellazione della legge sulle droghe fu impedita da una parte del Pd e da una campagna mediatica che bloccò ogni tentativo di riforma ad una delle legge a massima penalità per i consumatori. Oggi con Rivoluzione Civile vogliamo riaprire questa partita ed uscire dalle politiche repressive sulle droghe, a partire dall’abrogazione della Fini-Giovanardi.

Chiediamo a tutti di promuovere quest’appello con l’hashtag #stopfinigiovanardi.

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