E se avessero vinto davvero Flores e Odifreddi, e i tanti scientisti dogmatici come loro, determinando nel povero papa Benedetto XVI una crisi di fede tale da indurlo a dimettersi? È un’ipotesi niente affatto ingiuriosa e inverosimile: papa Ratzinger ha sempre sostenuto con tutta la sua forza che ragione e fede non sono in contrasto, e che dunque l’adesione al cristianesimo si fonda su quei preambula fidei che furono esposti da San Tommaso e che per secoli sono stati la base dell’insegnamento nei seminari cattolici.

Ebbene, data l’assoluta imprevedibilità e gratuità del suo gesto – certamente il più grande e nobilmente edificante di tutto il suo pontificato – la sola spiegazione che se ne può dare, e che ha fornito lui stesso nella sua dichiarazione al concistoro di ieri l’altro, è quella di un atto di coscienza, deciso in omaggio a un obbligo interiore a cui non ha voluto sottrarsi.

Alla faccia di tutte le motivazioni pratiche, politiche, economiche (qualcuno potrebbe pensare allo Ior). Si è probabilmente reso conto che, nella situazione della Chiesa oggi, le dimissioni sono la sola cosa che un papa può seriamente fare; invece di continuare a lottare per sottrarre il Vaticano all’Ici, o a scomunicare preservativi, omosessuali, unioni civili.

È con la presa di distanza da tutte le “funzionalità” terrene, e dunque mostrando finalmente la faccia anarchica, e autenticamente soprannaturale, del Vangelo, che il cristianesimo può ridiventare una scelta di vita possibile per la gente del nostro tempo.

Se Gesù vivesse oggi tra i suoi pseudo-successori abbandonerebbe immediatamente il Vaticano, forse tornerebbe in Palestina per star vicino ai perseguitati ed espropriati di laggiù, certo non perderebbe più il tempo, e l’anima, seguendo le vicende della politica italiana, o premendo sulle autorità civili di tutto il mondo perché in omaggio alla “antropologia biblica”, le leggi proibiscano l’eutanasia, la fecondazione eterologa, l’adozione da parte di coppie gay, e naturalmente l’aborto e il divorzio.

Non è affatto stravagante pensare che questa crisi di coscienza papale possa essere davvero, o almeno essere legittimamente interpretata, come un evento decisivo nei rapporti del cristianesimo con la “razionalità occidentale”.

La quale da tempo, e con buone ragioni, ha ormai liquidato i preambula fidei; svelandosi per quello che è: la razionalità calcolante del mondo “economicamente” organizzato, dei tecnici motivati dal loro sapere “oggettivo” e, alla fine, della logica bancaria che tutti conosciamo e soffriamo sulla nostra pelle.

Insistere sull’idea che la fede in Gesù Cristo è una scelta razionalmente motivata significa davvero condannarsi a perire assieme all’Occidente capitalistico ormai in disfacimento.

Del resto, il comando della carità di Cristo non è mai andato a genio all’economia e alla razionalizzazione sociale che hanno costituito la forza dell’Occidente e la sua trionfante aggressività.

Non lasciamo cadere il messaggio di Benedetto XVI nel pettegolezzo o nella dietrologia vaticanesca. Prenderlo sul serio come merita vuol anche dire collocarlo nell’orizzonte epocale che gli compete.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Ratzinger scende dalla barca di Pietro

next
Articolo Successivo

Dimissioni Papa, ovazione all’udienza: “Giorni non facili, pregate per me”

next