“La sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo rappresenta un nuovo grave richiamo” per l’Italia ed è “una mortificante conferma della incapacità del nostro Stato a garantire i diritti elementari dei reclusi in attesa di giudizio e in esecuzione di pena”. A dichiararlo è il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato più volte aveva lanciato appelli per risolvere l’emergenza del sovraffollamento dei penitenziari, arrivando anche a chiedere provvedimenti come indulto o amnistia. In precedenza era intervenuto anche il ministro della Giustizia Paola Severino che si era definita avvilita, ma non sorpresa.

Il presidente aggiunge: “La Corte chiarisce che non spetta ad essa dettare ai singoli Stati le normative penali né i criteri di organizzazione dei rispettivi sistemi penitenziari, ma ribadisce le raccomandazioni venute dal Consiglio d’Europa affinché gli Stati prevedano adeguate misure alternative alla detenzione, riducendo il ricorso alla carcerazione”. “In questa direzione – continua Napolitano – il Parlamento avrebbe potuto, ancora alla vigilia dello scioglimento delle Camere, assumere decisioni, e purtroppo non l’ha fatto. La questione deve ora poter trovare primaria attenzione anche nel confronto programmatico tra le formazioni politiche che concorreranno alle elezioni del nuovo Parlamento cosi’ da essere poi rimessa alle Camere per deliberazioni rapide ed efficaci”. 

 

 

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