C’è anche il Roxy Bar di Casal di Principe tra i numerosi beni sequestrati stamane dalla Dia di Napoli al clan dei Casalesi e sparpagliati tra la Campania, Roma, La Spezia, Parma e la Brianza, per un valore complessivo di circa un milione di euro. Fu nei paraggi di quel locale del casertano che avvenne un omicidio eccellente, maturato nell’ambito dei rapporti tra camorra, imprenditoria e politica. Qui il 1 giugno 2008 perse la vita Michele Orsi, imprenditore dei rifiuti ai vertici della Eco 4. Stava andando al bar per bere una bibita. Fu un’esecuzione plateale, due colpi al torace e uno alla testa, decisa dal capo dell’ala stragista del clan, Giuseppe Setola, che per questo delitto è stato condannato all’ergastolo. Orsi fu definito da Roberto Saviano il “Salvo Lima della camorra”. Aveva iniziato a parlare coi magistrati (ma non era un pentito) del sistema politico-camorristico nella gestione del business della spazzatura nella Campania della perenne emergenza. Nei giorni successivi le telecamere e gli inviati di Annozero furono a Casal di Principe per un collegamento in diretta dal luogo dell’omicidio.

Le indagini economico-patrimoniali della Dia napoletana diretta da Maurizio Vallone, culminate in due decreti di sequestro del collegio misure di prevenzione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduto dal giudice Raffaello Magi, hanno appurato che il Roxy Bar era riconducibile a Remolo Simeone, legato alla famiglia Bidognetti che lo ‘infiltrò’ come inserviente nella clinica Villa Delle Magnolie di Castel Morrone per curare gli interessi economici del clan nella struttura sanitaria dove tra l’altro fu ricoverata la madre del boss Francesco Bidognetti. Remolo Simeone è accusato dell’omicidio di Giuseppe Della Corte e nel corso delle indagini su rapporti tra i Simeone e i Bidognetti il 9 dicembre 2008 fu arrestato il figlio, Gaetano Simeone, proprio per aver eluso le investigazioni sull’omicidio Orsi.

Un altro decreto riguarda un approfondimento investigativo su Pasquale Pirolo, l’alter ego di Antonio Bardellino, il ‘fondatore’ dei clan Casalesi, negli investimenti economici finalizzati al riciclo dei proventi camorristici. Il personale Dia di diversi centri operativi sta provvedendo al sequestro di diverse aziende: la Simec (La Spezia), dedicata al settore del fotovoltaico, la Berkeley Italia (Parma), attiva nel settore immobiliare, la Ctida Impianti, specializzata nella depurazione delle acque e negli impianti fotovoltaici e solari, la Service Plus (Roma), che commercializza generi alimentari.

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