Il presidente della Repubblica che rende omaggio al Milite ignoto e quello del Consiglio che vola in Afghanistan. La festa delle Forze Armate si apre e si chiudera così. Il premier Mario Monti ha visitato il contingente italiano nella base Isaf di Herat e poi è stata portato a Kabul per un incontro bilaterale con il presidente afghano Hamid Karzai. La visita per ragioni di sicurezza è stata tenuta segreta. Dopo l’incontro con i militari italiani la delegazione, che proseguirà per il vertice Asem in Laos, si è recata a Kabul dove il capo del governo ha incontrato il presidente Karzai. E’ il secondo incontro fra i due dopo quello del 26 gennaio scorso, quando a Roma fu firmato l’accordo sul partenariato e la cooperazione di lungo periodo fra l’Italia-l’Afghanistan.

Il Capo dello Stato, che ha deposto questa mattina una corona all’Altare della Patria, ha inviato un messaggio a tutti gli uomini e le donne impegnati ogni giorno nella sicurezza all’interno e fuori dall’Italia quelli che ha combattuto per la libertà: “Assistiamo in questi anni al succedersi di eventi di portata storica ed a straordinarie trasformazioni in ogni settore della vita umana che investono drammaticamente gli assetti istituzionali, economici e sociali a livello locale e globale. Il prepotente e subitaneo affacciarsi sugli scenari del pianeta delle esigenze e delle capacità competitive di immense moltitudini di uomini e donne, finora rimaste latenti ed inespresse nel sottosviluppo, ci impone di affrontare e di vincere nuove, ardue sfide nel campo dell’economia, della sostenibilità ambientale, della giustizia sociale e internazionale. Dobbiamo farlo insieme, Paesi e cittadini, perché, di fronte alla crescente interdipendenza e – scrive il presidente – alla complessità e comunanza dei problemi del XXI secolo, nessun singolo Stato è in condizioni di intervenire utilmente da solo. In tale prospettiva, le grandi organizzazioni internazionali – le Nazioni Unite, l’Unione Europea, l’Alleanza Atlantica – costituiscono i soli possibili strumenti istituzionali di intervento efficace e coeso degli Stati e vanno perciò costantemente migliorate, potenziate e valorizzate. Nel loro ambito, lo strumento militare assume un ruolo nuovo e cruciale. In un quadro di più limitate risorse finanziarie, condizione fondamentale per rendere politicamente e tecnicamente efficaci le Forze armate nelle missioni internazionali e per garantire ad esse capacità di eccellenza è la progressiva integrazione con gli strumenti militari degli altri Paesi membri, in una struttura organizzativa e operativa.

Nel Giorno dell’Unità nazionale e delle Forze armate, il ministro degli Esteri, Giulio Terzi non ha voluto dimenticare i fucilieri del Battaglione San Marco, “detenuti ingiustamente in India”. Il capo della Farnesina ha inviato un Twitter per ricordare anche l’impegno suo e del governo per risolvere la crisi e riportare a casa Massimiliano La Torre e Salvatore Girone. Il ministro ha colto l’occasione delle celebrazioni del 4 novembre per ricordare anche che le truppe italiane impegnate sugli scenari all’estero sono “portatori di pace nel mondo”. Su i due soldati italiani ormai da più di otto mesi in India e in attesa che la Corte suprema decida sul conflitto di competenza territoriale sollevato dall’Italia il presidente della Repubblica fa sapere che l’Italia non li lascerà soldi: “Continueremo a compiere ogni tenace sforzo per riportarli a casa” ha detto intervenendo alla cerimonia di consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia che si sta svolgendo al Quirinale. 

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Napoli, prof precario si suicida: “Essere senza lavoro era un tormento”

next
Articolo Successivo

Posta certificata, la “rivoluzione” di Brunetta ignorata perfino dalle Poste

next