Chi ieri pomeriggio è passato in Piazza Maggiore a Bologna deve subito essersi accorto che qualcosa non andava. Una megastruttura composta da diversi alti piloni, a cui verranno aggiunti in giornata dei coperchi che assomigliano a qualcosa come un fungo o un’astronave, occuperà il cosiddetto Crescentone dal 20 fino al 24 ottobre per celebrare il rapporto Bologna-Milano, legato all’Expo meneghino 2015.

La struttura è stata ideata dal designer Michele De Lucchi che l’ha definita eterogeneamente “una stalattite, una grotta al centro del pianeta, una colonna del Duomo di Milano, un astronave che viene da lontano, un ombrellone, un mazzo di fiori, ma oprattutto il simbolo dell’Expo, riferimento diretto al tema dell’alimentazione e della distribuzione del cibo sul pianeta”.

L’opera composta da pallet e sacchi di yuta riempirà la piazza per diversi giorni diventando il punto di riferimento di quei cittadini che vogliono, come si legge in un comunicato, “incontrare l’Expo 2015” attraverso la Tavola Planetaria, un gemellaggio alimentare che vedrà la presentazione su enormi tavolate, poste sotto agli enormi funghi artificiali, delle ricette delle 13 comunità straniere più numerose in città. 

Sui social network stanno già girando giudizi sferzanti sull’occupazione del suolo pubblico che più volte ha creato problemi all’amministrazione comunale con la Soprintendenza dei beni architettonici: dal capannone (alto circa un terzo rispetto alla struttura Expo, n.d.r.) che ospitò Pippo Civati e la sua corrente politica, al concerto dei Radiohead, fino al Cioccoshow e al Cinema in Piazza. Anche se questa volta per l’invasiva e impattante opera di De Lucchi sembra non essersi levato nemmeno un dubbio a riguardo.

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