Le elezioni si avvicinano e si infiamma la sfida nel centrodestra un tempo alleato. Gianfranco Fini lancia la sua “lista civica per l’Italia“, insieme a Casini ricandida Mario Monti alla guida del governo dopo le elezioni e rivendica la rottura con Silvio Berlusconi, che ha definito un “corruttore” dopo la pubblicazione della lettera di Valter Lavitola con i riferimenti a un presunto complotto dietro lo “scoop” sulla casa di Montecarlo. Ma mentre il presidente della Camera invita alla mobilitazione i suoi comitati territoriali, il segretario del Pdl Angelino Alfano replica muso duro, invitandolo a “non fare il fenomeno” sulla questione morale. E, soprattutto, fa un appello anche al Pd perché Fini, ormai “malato” di antiberlusconismo, sia “rimosso” dalla terza carica dello Stato. Ma anche Alfano, nel presentare un “rinascimento azzurro”, fa un minimo accenno di distacco dal ventennio berlusconiano: “Dopo 20 anni dall’inizio dell’esperienza politica di Berlusconi c’è bisogno di aria fresca”.

Una “lista civica per l’Italia”, basata su  “patto tra la società organizzata e la buona politica”. L’ha annunciata il leader di Futuro e libertà, intervenuto ad Arezzo all’assemblea dei “Mille per l’Italia“, un’iniziativa convocata “volutamente senza big”. Fini, già cofondatore del Pdl rivendica con forza la rottura con Silvio Berlusconi e l’appoggio al governo di Mario Monti: la fase apertasi con il professore “non deve essere archiviata come una parentesi della politica se non si vogliono azzerare le possibilità di risalita del Paese”,  ha sottolineato Fini. “La scelta, come ha detto Monti, spetta agli elettori allo scopo di consentire a un futuro governo politico che nascerà dalle elezioni di mantenere il passo avviato” dal governo. Dopo l’intervento, Fini ha chiarito ancora più nettamente il suo sostegno al professore parlando con i giornalisti: “Se, come è mio auspicio, si forma una lista civica nazionale e chiaramente è candidato alla guida del governo il senatore Monti, se questa lista vince poi le elezioni, il presidente Monti a Palazzo Chigi ci rimane”. Al progetto aderisce il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini, anche lui intervenuto ad Arezzo: se si creerà un contenitore ”che sta tra Pdl e Pd’’ ed è “alternativo al grillismo, io aderisco a questa lista”.

Sulla decisione di non chiamare sul palco nomi di peso, Fini ha spiegato che per esempio Luca Cordero di Montezemolo “‘è il megafono di un sentimento diffuso, perché l’Italia non è solo quella di Montezemolo e della Marcegaglia e dei tanti altri che meritoriamente si impegnano, ma è quella delle mille platee come questa, degli uomini come voi che la politica la fanno nel quotidiano”. A conferma della fase del tutto nuova rispetto al passato, Fini manda in soffitta il bipolarismo: “Lo dico con rammarico perché ci avevamo creduto, ma il nostro è un bipolarismo sgangherato, che mostra un conto salato perché è stato solo in grado di dividere e mai di portare un momento unificante”. 

Quanto al progetto della lista per l’Italia, il leader di Fli ha lanciato un appello alla mobilitazione dal basso: ”Da domani si moltiplichino in ogni città i ‘comitati dei 1000 per l’Italia‘, d’intesa con le forze politiche che come Fli ci vogliono stare e che hanno capito davvero che non si tratta di mettere un belletto nelle liste, ma di essere meno autoreferenziali. Non si deve più chiedere ‘preparami un documento per’, ma fare un patto con la società organizzata, candidarne insieme esponenti ed indicare con chiarezza che cosa si vuole fare per mantenere il passo avviato con il governo Monti”. L’obiettivo è quello di “non rottamare la politica”, ma di “cambiarla profondamente”.

I rancori del Pdl, riattizzati dalla pubblicazione della lettera di Valter Lavitola a Silvio Berlusconi, sono protagonisti della giornata politica. Intervistato da Skytg24, il segretario del partito berlusconiano Angelino Alfano ha replicato: “Fini non faccia il fenomeno”, proprio in riferimento alle polemiche sul caso Lavitola. Secondo il segretario del Pdl, Fini “è malato di sma, sindrome maniacale antiberlusconiana. Ogni giorno lo attacca, ha superato ogni tollerabilità”. Il presidente della Camera “parla sempre e solo come uomo di partito”, ha continuato Alfano. “Sta creando una situazione che non ha precedenti nella storia. Mi appello alla sinistra affinché si rimuova questa situazione. Bisogna fare qualcosa, finché siamo ancora in tempo, per bloccare questa deriva istituzionale che non porta onore alla Camera”. 

Non ci mette molto ad arrivare la risposta di Fini: “Le critiche espresse nei confronti del presidente Berlusconi sono state sempre fuori dall’aula di Montecitorio. Sfido chiunque a trovare una mia parola di polemica nei confronti di chicchessia” durante la mia funzione di presidente della Camera, “sia questo in aula che nelle giunte. Ho sempre rispettato il regolamento all’insegna della totale equidistanza” .

Sul fronte politico, Alfano chiude la porta a un Monti bis dipingendo il professore come un “candidato virtuale”, finché non scenderà in campo in prima persona: “Se alle elezioni si sfideranno il nostro candidato e il vincitore delle primarie del Pd, come potrebbe nascere un Monti bis?”. E a sua volta promette un “rinascimento azzurro“, caratterizzato anche da liste pulite. Un’assemblea del partito dovrà “azzerare e premere il tasto reset all’interno del Pdl, trovare dei criteri per fare delle candidature pulite. Adesso siamo a quasi vent’anni dell’esperienza politica di Berlusconi e c’è bisogno di aria fresca, di aprire le finestre, e per fare questo è necessario ci sia un luogo, un evento che segni questo passaggio di rottura e ci apra al cammino nuovo da qui alle prossime elezioni”. Il partito cerca di correre ai ripari dopo il caso di Francesco Fiorito, il capogruppo in Regione Lazio che con l’abuso dei fondi pubblici ha innescato lo scandalo che ha portato alle dimissioni di Renata Polverini e a nuove elezioni regionali. Se Fiorito “verrà rinviato a giudizio, il Pdl si costituirà parte civile”, ha affermato Alfano, aggiungendo che “la bandiera del Pdl è pulita” e che “noi andremo avanti nell’opera di pulizia”, perché “i cittadini sono disgustati dai politici ladri e dai rubagalline. Ma se si è onesti e si fa bene il proprio lavoro, i cittadini hanno capacità di discernere”.

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