Siamo andati avanti facendo finta di niente. Facendo finta che una legge crudele e scientificamente assurda come la legge italiana sulla fecondazione assistita dove si impedisce di esaminare un embrione prima di impiantarlo, come se fosse uno sfizio accertare l’esistenza o no di una grave, insopportabile malattia, sia una legge civile e normale.

Suvvia, non fingiamo di non sapere che non solo per questo siamo guardati con meraviglia e con sospetto, a causa della inspiegabile separazione fra presunta modernità e a rigorosa osservanza delle leggi e degli editti vaticani. Non c’è nulla di evangelico in tutto questo. L’invenzione (ovvero scoperta e identificazione degli embrioni) è del Ventesimo secolo, poco prima della nascita dell’ex ministro Fioroni, che dichiara “mercato dell’eugenetica” la vista medica del non nato. Possibile che il religiosissimo Fioroni non abbia notato che, nella storia di Lazzaro resuscitato, c’è un intervento immediato, sicuro, sul già morto, non per creare un mercato di zombi, ma per insegnare che è giusto invocare, per quanto impossibile, un po’ di felicità?

Hanno mandato in giro per il mondo, come mendicanti di un Paese dominato dalla Sharia, donne e uomini italiani che chiedevano solo, come i parenti di Lazzaro (ma dall’altro punto cruciale della vita), di avere un bambino vivo, sano, da amare e accudire senza correre il rischio di una malattia genetica che, nella maggioranza dei casi noti, li aveva già tormentati.

“Sono italiani” avranno mormorato negli ospedali di altri civili ospedali del mondo indicando le coppie costrette a chiedere asilo medico per avere un figlio, secondo la famosa predicazione che indica quel desiderio come il vero fine del vivere insieme di uomo e donna.

Una bella dose di ipocrisia ha orientato e guidato tutti gli altri politici e gli altri partiti e gli altri professionisti della politica, tutti i politici per timore di passare per “laicisti”, parola inventata, assente dai vocabolari ma che descrive i laici che non accettano di inginocchiarsi solo per ragioni di voto e di sottosegretaria-ti. E i medici per ragioni (purtroppo buone ragioni) di carriera. Violare la legge assurda e crudele sulla procreazione detta “assistita” li avrebbe esposti a rischi grandissimi. Purtroppo, mentre trovi legioni di obiettori di coscienza contro l’aborto pur di ingraziarsi vescovi e Papa, che alla fine pesano molto sul primariato, non trovi alcun obiettore di coscienza in aiuto delle donne che vogliono essere madri senza correre incontro alla tragedia. Qui bisogna infrangere un tabù e dire la parola “Radicali”, partito, leaders, deputati di quel partito e Associazione Luca Coscioni, di cui mi vanto di essere membro e sostenitore. È curioso per me notare che tanti colleghi, che hanno resistito per 18 anni alla grottesca mascherata della Lega, partito noto ormai solo per il razzismo dichiarato, il berlusconismo a tassametro e per il rito della divisione dei diamanti fra capi buoni (quelli che hanno in mano adesso i resti del partito) e capi cattivi, (quelli cacciati solo per portargli via il comando) si irritano un po’ a parlare dei Radicali e del loro continuo rompere le scatole sulle questioni dei diritti umani. Personalmente li apprezzo perché solo con loro ho potuto dire, in Parlamento e fuori, il disgusto e l’indecenza per una assemblea – di adulti consapevoli – che vota la legge 40 e poi ti spiega che “è il meglio che si poteva fare”.

Ma ora entriamo in una fase delicata in cui, ancora una volta, c’è il rischio di trovare solo l’iniziativa e la compagnia dei Radicali. Il fatto è questo. Pare che il ministro della Salute, Balduzzi (governo Monti) abbia detto che – contro questa sentenza, che condanna l’Italia per il livello subgiuridico e subnormale con il quale ha inserito proibizioni umilianti in una legge che dovrebbe essere di aiuto – ricorrerà in appello, ovvero presenterà il caso alla cosiddetta “Grande Chambre” chiamata a dare il parere finale. A quanto pare questo governo italiano di tecnici ha dei dubbi (“tecnici” ?) sulla condanna all’irrazionale legge italiana che non esiste nel mondo. Richiederà, ci dicono, un “approfondimento” o una “riflessione”. Ovvero, anche i “tecnici” inclinano a pensare che Lazzaro non doveva risorgere e che il bambino della coppia che vorrebbe aggirare la condanna genetica, non deve nascere. Non parliamo poi delle futili madri che si permettono di sfidare la natura che rudemente ha detto loro no, con l’espediente del progresso medico, che un bambino può farlo nascere senza problemi (ormai il mondo ne è pieno). E non parliamo della legge Kabul-Roma, che vieta la procreazione eterologa scambiandola per “prostituzione assistita”. Insomma, la civiltà, nel senso di benevola protezione di tutti i cittadini secondo le regole e le possibilità della legge e della scienza, non è ancora arrivata in Italia. Per questo i “ laicisti” (intesi come coloro che si sottraggono alle sharie di tutti i culti) continueranno a fare il possibile – assieme a coloro che lo hanno sempre fatto – per salvaguardare almeno un po’ l’immagine rispettabile dell’Italia.

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