‘Dopare’ un gene per salvare i neuroni dalle proteine che causano l’Alzheimer. E’ la strategia testata da un gruppo di ricercatori spagnoli, in uno studio su “Alzheimer’s Research & Therapy”. Utilizzando tecniche di terapia genica, gli scienziati hanno iperattivato un gene chiamato Hes1 riuscendo a bloccare gli effetti delle proteine beta amiloide e tau: sostanze che, accumulandosi, formano la placca caratteristica della malattia neurodegenerativa. L’esperimento è stato condotto su neuroni coltivati in laboratorio: “Esponendoli a concentrazioni di beta amiloide che normalmente uccidono la maggior parte delle cellule, il 50% dei neuroni dotati di livelli extra di Hes1 è sopravvissuto”, spiega Pedro Chacon, uno degli studiosi del Centro Andaluz de Biologia Molecular y Medicina Regenerativa (Cabimer).

Il meccanismo esatto attraverso il quale la beta amiloide finisce per soffocare i neuroni dei malati di Alzheimer non è ancora del tutto chiaro. Ma di recente gli studiosi del Cabimer hanno scoperto che questa proteina interferisce con l’attività del fattore di crescita Ngf, che fra gli altri compiti ha quello di attivare la proteina Hes1, a sua volta fondamentale per accendere altri geni chiave dell’attività cerebrale. Chacon e il collega Alfredo Rodriguez-Tebar hanno dunque provato ad aumentare i livelli di gene Hes1 in neuroni in coltura, direttamente o indirettamente attraverso sostanze mediatrici (NF-kB e TGFb). Si è così osservata un’azione significativamente protettiva. Questi risultati, concludono gli scienziati, dimostrano i che i neuroni possono essere protetti dagli effetti della proteina beta amiloide aumentando i livelli di Hes1 al loro interno. Una nuova strada da battere per tentare di vincere il ladro della memoria.

Fonte – AdnKronos Salute

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Spazio, la Cina prepara lo sbarco sulla Luna

prev
Articolo Successivo

Spazio, Nasa: “Sulla Luna ancora in piedi le bandiere Usa”

next