Non ci sono solo Turchia e Italia alle prese con gli scandali sul calcioscommesse. Rimanendo solo agli ultimi anni l’Europa calcistica è un focolaio di corruzione, con partite vendute e comprate come fosse pesce al mercato. Interessate mafie locali, est-europee e asiatiche per un giro di nomi (i soliti noti) e soldi (provenienti dagli stessi paesi) che fanno immaginare l’esistenza di una vera e propria spectre che controlla il calcio europeo, anche di primo livello. Nel 2005, l’anno prima della Calciopoli italiana, in Germania è arrestato l’arbitro Robert Hoyzer. Gli inquirenti scoprirono un giro di oltre 2 milioni di euro gestiti dalla malavita croata relativi a partite truccate e a scommesse, legali e non, che coinvolgono la 2nd Bundesliga (la serie B tedesca), la coppa nazionale e i campionati minori tedeschi. Vennero arrestati e squalificati diversi tesserati tra dirigenti, giocatori (tra cui 3 dell’Herta Berlino) e arbitri.

Anche quello che potrebbe essere la madre di tutti gli scandali, e dimostrare l’esistenza di una vera e propria rete internazionale volta a falsare il risultato delle partite per scommetterci sopra, parte dalla Germania. Tutto comincia con un’indagine della procura di Bochum nel 2009 che porta all’arresto di decine di persone, tra cui arbitri, dirigenti e giocatori, accusati di avere tentato di alterare il risultato di più di 300 partite nei campionati di massima divisione di Austria, Bosnia, Ungheria, Slovenia, Croazia e Turchia e nelle serie minori di Germania, Svizzera e Belgio. Oltre che almeno 12 partite delle competizioni europee, tra Champions League ed Europa League. Per quello che la Uefa ha definito “il più grande scandalo sportivo europeo”.

Nell’estate scorsa un’indagine della Procura di Atene porta all’arresto di 10 persone e all’iscrizione di altre 70 sul registro degli indagati nell’ambito di un’inchiesta sul taroccamento di almeno 41 partite della massima serie e delle serie minori nel calcio greco nella stagione 2009-10. Arrestati con l’accusa di associazione a delinquere diversi presidenti e giocatori, nello scandalo che la stampa Greca ha soprannominato Koriopolis (korios sono le intercettazioni telefoniche) sulla falsariga del nostrano Calciopoli. Come nel caso dello scandalo turco anche qui la giustizia sportiva è mite. Tra le decine di squadre e tesserati deferiti, la maggior parte delle retrocessioni si tramutano in leggere penalizzazioni.

In contemporanea, sempre nell’estate del 2011, decine di arresti anche a Budapest per un giro di scommesse su partite del campionato ungherese effettuate per conto della mafia asiatica. La rete di traffici internazionali che emerge da questa serie di scandali interessa anche le procure italiane: da quelle di Cremona, Napoli e Bari, che indagano sul calcioscommesse italiano, alle varie procure antimafia che indagano sul riciclaggio del denaro di mafia e camorra nelle società di calcio. E spesso, molto spesso, i nomi esotici che entrano ed escono da queste inchieste sono i medesimi che appaiono nelle indagini sul calcioscommesse in corso in Italia. Un filo rosso che parte da Bochum e unisce tutto quanto il continente. Almeno nel marcio del calcio, l’Europa si dimostra essere più unita che mai.

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