Tre bombole con innesco in una stradina di campagna a Leverano, in provincia di Lecce. E’ quanto hanno trovato gli investigatori che indagano sull’attentato di Brindisi. Sarebbe la stessa stradina indicata dal presunto autore e reo confesso dell’attentato, Giovanni Vantaggiato, nel quale egli avrebbe fatto le prove dell’esplosione.

Sul posto, sulla strada tra Copertino e Leverano, si sono recati poliziotti, carabinieri, artificieri e magistrati inquirenti. Secondo indiscrezioni, nella zona sarebbero ancora visibili i segni di alcuni scoppi, forse provocati dalle prove di esplosione di cui aveva parlato Vantaggiato nell’interrogatorio dinanzi al gip sabato scorso. In quella circostanza l’imprenditore aveva dichiarato di aver iniziato a preparare l’attentato poco prima di Natale 2011, sperimentando se il meccanismo di innesco, preparato artigianalmente, avrebbe potuto realmente funzionare. 

In pratica erano quasi già pronte, con tanto di filo inserito all’interno, le tre bombole. Il terreno in cui erano state nascoste era di proprietà del padre del 68enne commerciante di carburanti che ha confessato di essere l’autore della strage. Non è stato Vantaggiato a indicare il luogo dove si trovavano le tre bombole ma si è giunti a individuarle grazie a indagini autonome della Squadra Mobile di Brindisi. Non è chiaro se dovessero servire per altri attentati. Secondo quanto si apprende, si tratta di due bombole da cucina e una da sub. L’uomo aveva effettuato procedure preliminari simili a quella già raccontata per l’attentato alla scuola e cioè svuotando le bombole e riempendole di polvere pirica. Poi ha collegato l’interno con un filo il cui capo fuoriusciva all’esterno. Mancava solo il dispositivo elettronico capace di azionare gli ordigni a distanza.

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