E’ scoppiato a piangere per Melissa, ma ha confermato tutto. E’ andato così, secondo il racconto del suo avvocato, l’interrogatorio durante l’udienza di convalida del fermo di Giovanni Vantaggiato, l’imprenditore 68enne di Copertino (in provincia di Lecce), accusato di aver compiuto l’attentato alla scuola di Brindisi nel quale è morta la studentessa di 16 anni Melissa Bassi e sono rimaste ferite in modo grave altre cinque ragazze. “Ha reso ulteriori particolari – ha spiegato l’avvocato Franco Orlando – ma sostanzialmente non è mutato assolutamente nulla. Rimane la sua confessione”. Vantaggiato dinanzi al gip ha pianto ha però riferito Orlando: “L’interrogatorio è stato in alcuni momenti drammatico, il pensiero per la ragazza morta, per le ragazze rimaste ferite e in particolare un pensiero per la sua famiglia alla quale ovviamente rimane molto vicino”. La prima frase sarebbe stata: “Chiedo perdono”.

Il gip del tribunale di Lecce, Ines Casciaro, ha convalidato il fermo di Vantaggiato, ed ha emesso una ordinanza di custodia in carcere nei suoi confronti. Confermata l’ipotesi di reato di strage in concorso con finalità di terrorismo.

“L’ho fatto anche per la crisi”. Soprattutto Vantaggiato ha chiarito il movente: “Ho fatto un gesto dimostrativo perchè ho subito due truffe e perchè il fatturato negli ultimi anni è diminuito”. L’uomo ha specificato di non riuscire a sopportare l’idea di non dover essere risarcito da un suo cliente, Cosimo Parato, e da un fornitore di Avetrana, dai quali non ha ricevuto circa 400mila euro. I suoi affari, inoltre, avrebbero subito un forte ridimensionamento (da quattro a un milione di litri) da quando era cessato l’appalto con la Provincia per alcune scuole superiori di Brindisi, tra le quali proprio il professionale Morvillo. L’appalto era comunque cessato – a quanto si sa – nel 2003. A causa dei problemi economici, ha aggiunto Vantaggiato, ha dovuto ridurre da sei a una unità il personale della propria azienda e ha perso all’incirca il 70 per cento del fatturato.

Aveva eseguito alcune prove in campagna. Inoltre sono emersi nuovi dettagli sulle modalità di realizzazione dell’innesco. Vantaggiato ha rivelato anche di aver fatto delle prove in campagna prima di trasportare, da solo, le bombole davanti all’ingresso della scuola nella notte tra il 18 e il 19 maggio scorsi. L’uomo ha quindi negato di aver agito con la complicità di altre persone e ha dimostrato una notevole competenza in materia elettronica. Vantaggiato avrebbetrovato su un’enciclopedia – alla voce esplosivi – le istruzioni per miscelare la polvere pirica che ha poi versato nelle bombole che ha fatto esplodere davanti alla scuola.

“Forse una parola in più sul movente l’ha detta, non vi dico quale sia – ha detto il procuratore della Dda di Lecce, Cataldo Motta – L’interrogatorio? Un po’ meno insoddisfacente di quello quando è stato fermato. Forse qualche elemento in più c’è, ma a mio avviso resta da indagare, restano dei punti oscuri”.

Gli investigatori avevano sospetti prima del fermo. Emerge nel frattempo che gli inquirenti che indagano sull’attentato di Brindisi del 19 maggio avevano sospetti già da lunedì scorso, il 4 giugno, su Vantaggiato, poi fermato nella notte tra il 6 e il 7 giugno.

Il 4 giugno, infatti, con decreto d’urgenza, la Procura aveva autorizzato l’intercettazione della sua utenza telefonica cellulare. I sospetti sono diventati ancora più concreti nella tarda mattinata di mercoledì 6 quando gli investigatori si sono recati contemporaneamente nel deposito di carburanti dell’imprenditore e nella sua abitazione a Copertino, dove si trovava la moglie. In quei frangenti Vantaggiato telefonava alla moglie con l’intento di farla allontanare con una delle due macchine che l’uomo avrebbe utilizzato per la preparazione dell’attentato, tentativo non riuscito perchè gli investigatori erano già arrivati a casa. La telefonata venne intercettata dagli inquirenti.

“Voglio scrivere ai genitori di Melissa”. Ha manifestato la volontà di scrivere una lettera ai genitori di Melissa, Vantaggiato, davantial gip. Ha chiesto come fare e ha pianto. Si è mostrato provato, a differenza di quanto accaduto nel primo interrogatorio sostenuto il 6 giugno scorso. Se durante l’interrogatorio dinanzi ai pm Vantaggiato non aveva chiarito il movente dell’attentato, dicendo solo di “avercela con il mondo”, stamani ha detto al giudice di aver agito per vendicare una serie di torti subiti.

L’amica di Melissa rimasta ferita. Per ricordare Melissa Bassi stamani è stata scoperta nel piazzale di fronte all’istituto “Morvillo Falcone” una targa: “Per te, per noi, per il futuro. Ciao Melissa”. E’ stata scoperta alla presenza degli studenti e di una delle ragazze ferite nell’attentato. “Non tornerò più a scuola, perché è troppo forte il ricordo di Melissa” dice Selena, la migliore amica della ragazza rimasta uccisa che ha scoperto la targa. Selena è una delle cinque ragazze rimaste ferite: porta ancora evidenti le ferite dell’attentato e non si è ancora completamente ripresa. Calza i guanti ed è costretta ad appoggiarsi su una stampella: “Di quel giorno ricordo tutto”. Quanto all’attentatore ha detto di sperare che “giustizia sia fatta”. Dopo l’estate, molto probabilmente, cercherà di andare a lavorare ma non vuole tornare tra i banchi di scuola: “Sono stata qui oggi, proprio per ricordare Melissa. Se ci tornerò, sarà solo per salutare gli amici”.