Come vivranno i tedeschi alla fine del decennio, come sarà strutturato il loro Stato sociale, come funzionerà il loro sistema dell’istruzione? Per trovare una risposta Angela Merkel ha deciso di girare la domanda ai diretti interessati: i tedeschi. E ha avviato con loro un dialogo su Internet che rappresenta il secondo esperimento di democrazia di base made in Germany dopo quello lanciato lo scorso novembre e finito non esattamente come si aspettava la cancelliera: la più votata delle 1.790 domande che le erano state inviate dai tedeschi per un’intervista su youtube riguardava la sua posizione sulla legalizzazione della cannabis.

Tant’è, Angela Merkel ci riprova, lanciando un sito (www.dialog-ueber-deutschland.de) a cui chiunque può inviare idee e proposte su tre macroaree: “come vogliamo vivere?”, “di cosa vogliamo vivere?” e “cosa vogliamo imparare?”. Tradotto: come si possono aumentare i tassi di natalità o creare condizioni di vita più favorevoli alle famiglie? Come si può aumentare la sicurezza per le strade o sui mezzi pubblici? Come si possono coinvolgere meglio i cittadini? Cosa fare per creare posti di lavoro sicuri? Come migliorare l’apprendimento nell’era di Internet?

I tedeschi possono inviare suggerimenti fino al 15 aprile. Coloro che avranno avanzato le dieci proposte più cliccate saranno invitati in cancelleria a Berlino per discuterne con Frau Merkel. Lo stesso avverrà coi cittadini che avranno sottoposto le dieci idee giudicate migliori da una giuria di esperti indipendenti. L’esperimento sembra raccogliere un certo interesse, anche se rischia di sfuggire di mano al governo o quanto meno di mancare l’obiettivo che si erano prefissati a Berlino. Ieri sera alla voce “come vogliamo vivere?” si contavano quasi 4.400 proposte. La più votata (oltre 68.000 click) invita a non demonizzare i critici dell’Islam, la seconda a legalizzare la cannabis, la terza ad approvare una legge contro la negazione del genocidio armeno, la quarta ad allentare le leggi tedesche sul possesso di armi ed esplosivi. Il futuro della Germania?

Il tentativo di coinvolgere i cittadini in un confronto aperto non si limita però alla rete. Frau Merkel ha lanciato in autunno un dialogo con 120 esperti e ha importato il formato statunitense dei town hall, organizzando tre incontri pubblici coi tedeschi per raccogliere spunti sul futuro. Il primo è andato in scena mercoledì sera ad Erfurt: la cancelliera in piedi al centro della sala, tutt’attorno una platea di 100 tedeschi pronti a bombardarla per un’ora e mezza di idee e suggerimenti. Sportivi sulla sedia a rotelle che chiedono di abbattere le barriere architettoniche, pensionati che propongono di migliorare le condizioni del volontariato, architetti di origini indiane che suggeriscono di equiparare i diritti dei bambini e quelli dei genitori, signori di mezza età che vogliono un maggior coinvolgimento dei cittadini nell’approvazione e realizzazione di grandi progetti, signore che esortano a vietare il partito di estrema destra della Npd.

In realtà il “dialogo sul futuro” non è piaciuto a tutti i tedeschi. Altro che scambio diretto coi cittadini, si tratta di manifestazioni finanziate coi soldi pubblici per raccogliere consensi in vista del voto del 2013, ha protestato l’opposizione socialdemocratica.

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