E menomale che è stato ribattezzato il “rottamatore”. E menomale che dice di voler cambiare la malapolitica delle cariatidi incollate alle poltrone, altrimenti Matteo Renzi, il giovane sindaco di Firenze, avrebbe detto che Silvio Berlusconi ha ragione a definirsi un “perseguitato politico” da magistrati “comunisti e cancro della democrazia”.

Invece, si è trattenuto. In un’intervista al Corriere della sera, ha detto che il leader del Pdl ieri, al processo per la corruzione del testimone David Mills è stato “prosciolto e spero che questo ponga fine alla lunga era delle curve e degli ultrà (sic!)”. Ma veramente non è stato proprio prosciolto…c’è stata la prescrizione….Per Renzi è la stessa cosa. “E’ vero. Ma con oggi Berlusconi è uscito dal processo, è un cittadino libero. Questo è un fatto. E chi volesse metterlo in discussione metterebbe in discussione la giustizia di questo paese (doppio sic!)”. Riepilogando il Renzi pensiero, dunque, devono tacere coloro che dicono o scrivono che Berlusconi ieri si è guadagnato la sesta prescrizione grazie alle leggi che si è fatto approvare dalla sua maggioranza di parlamentari nominati (compresi i suoi avvocati). E che con quelle leggi si è potuto accaparrare la Mondadori, evadere il fisco, truccare i bilanci, ecc. ecc. garantendosi l’impunità.

Ma forse Renzi non si è ancora ripreso dalla folgorazione sulla via di Arcore. Ci è andato a dicembre 2010. Lì, Silvio Berlusconi gli ha detto: “ Tu mi somigli”.

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