Un articolo di Libero blocca per oltre un’ora il processo Mills contro Silvio Berlusconi, in corso a Milano. Un trafiletto di tre righe apparso ieri sul sito del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro evocava la possibilità che il pm Fabio De Pasquale indagasse l’avvocato inglese David Mills per falsa testimonianza, in relazione alle sue deposizioni nel processo che vede Berlusconi indagato per corruzione in atti giudiziari. Tanto è bastato perché i legali di Mills, collegati da Londra con il loro assistito e un giudice britannico, chiedessero un chiarimento a De Pasquale. Perché da indagato, hanno sostenuto, Mills non avrebbe più “l’obbligo di rendere testimonianza”.

Un processo bloccato per un trafiletto sul web è n caso senza precedenti, e infatti il presidente della Corte Francesca Vitale ha fatto presente che “questo tribunale non può dare peso e corpo ad articoli” di giornali. Nonostante questo, il pm De Pasquale ha chiarito che “nessuna decisione è stata presa da questo ufficio rispetto a profili di falsa testimonianza. Nulla debbo dire perché c’è il nulla”. E ha aggiunto una battuta: “Questa cosa mi sembra un po’ fabricated“. De Pasquale ha notato che la lettera in cui i legali di Mills segnalavano alla corte dei “rumors” sull’incriminazione del loro assistito è stata inviata alle 12,27,  mentre l’articolo online è uscito intorno alle 17.

Alla fine della discussione, la testimonianza di Mills è ripresa regolarmente, con il consenso del giudice inglese che sovraintende alla regolarità del trattamento del cittadino britannico. “Il mio compito – ha spiegato – è stabilire se vi sia equità nei confronti dei testi ascoltati. Questa sospensione è stata molto utile perché ho notato in modo chiaro le risposte estremamente utili date da De Pasquale. Mills non è indiziato, né sotto accusa per la testimonianza”.

Sul processo che vede imputato l’ex premier Berlusconi  incombe la prescrizione, prevista a metà febbraio, e l’accelerazione delle udienze impressa dalla corte ha provocato scontri con la difesa, che ha chiesto tra l’altro la ricusazione dei giudici.

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