Tornerò alla luce di Lisbona prima o poi
Tornerò per bere la sua aria
Tornerò a giocare con le sue biglie di baccalà
praticamente cadute vittoriose nel primo caffè.

Tornerò nella luce di Lisbona
Per amare la vita
tutta la vita
Con amici portoghesi e la loro sobrietà
Con i latti di cento uova e cento chili di zucchero
Con il più dolce dei dolci
più il budino dell’Abate di Priscos
Con gamberi giganti
mangiati in notte di tradimento
sgusciati con le mani unte
senza ritegno in una bettola dove regnava complice
una fantastica soddisfatta ingordigia.

Tornerò a Lisbona e cercherò il “Semaforo Vermiglio”
Per rimangiare in due un tocco di baccalà giallo
Dove un genio lo aveva saltato in un padellino
con mille fettine di aglio bruciacchiato e niente più.

Tornerò a Lisbona per volare ogni tanto alle Azzorre
per affogarmi di ortensie
O forse per restare per sempre lì
nella sua luce bianca
a cucinare l’extraordinário rigato rosso
tutti i giorni della mia vita.

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