Ci ha messo meno di 48 ore per cambiare idea. Se giovedì il sindaco di Bologna Virginio Merola aveva invitato tutti a “non drammatizzare” l’occupazione dell’ex mercato di Via Clavature, e anzi a considerarla un “un’occasione di riflessione per tutta la città”, ora cambia totalmente posizione e lo fa con una nota su facebook. Fuori subito i Draghi ribelli del Tpo dall’ex mercato, e fuori anche gli occupanti dell’ex cinema Arcobaleno, a due passi da Palazzo D’Accursio.

Per la struttura di via Clavature all’origine dell’ordinanza di sgombero urgente ci sarebbero “problemi di sicurezza”, per l’ex cinema un invito “a lasciare i locali al più presto, avendo la proprietà privata già mosso querela nei loro confronti”. Un cambio di posizione improvviso, visto che solo ieri Merola spiegava come ci fossero “buoni motivi per protestare“. “L’importante – aggiungeva il sindaco – è non trasformare questa esperienza in un momento di scontro”. Oggi invece il dietro front: “In merito alle occupazioni in corso in città dico che protestare a difesa dei beni comuni non può diventare un danno al bene comune della città, non drammatizzare significa anche correggere comportamenti che rischiano di esasperare la situazione. Questo tipo di protesta illegale provoca disagi e danni ai privati e alla collettività”.

Una decisione che trova concorde l’opposizione del Pdl: “Bene fa il sindaco a parlare di illegalità, ma se Merola la pensa così adesso sgomberi tutte le aree occupate”, dice il consigliere comunale del Pdl Marco Lisei. “Visto che chiede ad alcuni di andarsene – ragiona Lisei – che lo chieda a tutti quelli che occupano illegalmente. Altrimenti valuteremo un esposto in Procura per omissione in atti di ufficio”.

Perplessa sulla presa di posizione del sindaco è invece l’ala sinistra della maggioranza in Comune. “E’ necessario in ogni modo non ripiombare nella spirale di tensione dell’era Cofferati – spiega il consigliere di Sinistra e libertà Mirco Pieralisi – Sono andato a vedere entrambe le occupazioni e ho trovato ragazzi disponibili. Bisogna tenere aperte tutte le porte, tra gli occupanti e la politica e tra gli occupanti e la città”. Così anche Cathy La Torre (Sel): “i ragazzi e le ragazze che hanno occupato hanno bisogno di uno spazio dove discutere e misurarsi. Bisogna ascoltarli”. E sulla nota facebook di Merola La Torre spiega: “Non concordo col sindaco nell’appiccicare a queste occupazione l’etichetta dell’illegalità, questi ragazzi hanno bisogno di spazi e con loro bisogna parlaci. Comprendo il sindaco ma sono in linea con la sua posizione di ieri, con quella di oggi molto meno”. Lunedì sia Pieralisi che La Torre porteranno il problema in Consiglio comunale.

La nota di Merola non piace ovviamente nemmenno agli indignati che decideranno il che fare nelle loro assemblee, e su facebook alcuni ricordano i tempi del sindaco sceriffo Cofferati, quando i centri sociali si scontrarono per mesi col primo cittadino bolognese. “Occhio che non vi scappi la mano, qui Cofferati ce lo ricordiamo bene”, scrive Pierfrancesco sul profilo facebook di Merola. Domenico Mucignat, uno degli occupanti dell’ex mercato e volto noto del Tpo, parla di “incredibile decisione di Merola“. Per questo domani i Draghi ribelli lanciano un’assemblea pubblica in centro dove saranno invitati assessori comunali e politici, “per capire come reagire a questa presa di posizione del sindaco”. E a chi gli chiede se lo spazio è pericolante come dice il primo cittadino bolognese, Mucignat risponde: “Macché, questo posto non ha problemi di sicurezza. Se ci sono problemi sono altri, e sono di natura politica“.

di Giovanni Stinco

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Prodi: “Monti è credibile
Ottima reazione dei mercati”

next
Articolo Successivo

Cinzia-gate, Delbono
patteggia per la seconda volta

next