Ufficialmente, una proposta per il riassetto di Edison. Di fatto, una mossa finanziaria che, se messa a segno, porterebbe Oltralpe quella che oggi è la seconda azienda energetica italiana. Il gruppo francese Edf ha formalizzato l’offerta di acquisto di un pacchetto di azioni della società di produzione di elettricità Edison. Azioni attualmente detenute da Delmi, la holding che riunisce i soci italiani di Edison, e che Edf si impegna ad acquistare in tre anni.

L’obiettivo, fa sapere la società francese in una nota, è “rafforzare la posizione di numero due di Edison nella produzione di elettricità in Italia” e fare di Edison “la piattaforma dello sviluppo di Edf nell’upstream del gas”. L’offerta, oltre all’acquisto della quota detenuta da Delmi, prevede la cessione delle partecipazioni di Edf in Edipower ad A2A – la municipalizzata di Milano e Brescia dell’elettricità e del gas – e a Iren (la municipalizzata di Torino, Genova e metà dell’Emilia), gli altri due grossi azionisti di Edison, che in cambio però dovrebbero cedere il 100% di Edens. Cioè la società, controllata al 100% da Edison, che è il quarto produttore di elettricità da fonti rinnovabili in Italia.

La proposta comprenderebbe anche l’opzione per A2A e Iren per acquisire la centrale idroelettrica di Mese, in provincia di Sondrio, al valore di mercato che questa avrà fra tre anni.

Il punto, però, è che se quest’offerta andasse in porto Edf aggirerebbe l’obbligo di lanciare un’offerta pubblica di acquisto, che scatta invece per le operazioni che comportano il raggiungimento di oltre il 30% del totale di una società. Edf, invece, ha fatto sapere che chiederà “l’esenzione da ogni obbligo di lanciare un’Opa residuale su azioni Edison”. La notizia, non ha caso, ha fatto crollare le quotazioni in Borsa di Edison, che è arrivato a cedere oltre 9 punti percentuali.

L’ultima parola sull’esistenza o meno dell’obbligo di lanciare l’Opa spetta ora alla Consob. E anche se Edf nella nota diffusa alla stampa parla di “conservazione dell’identità italiana” , se l’operazione andasse in porto di fatto porterebbe Oltralpe uno dei grossi gruppi energetici italiani. Il direttore finanziario di Edf, Thomas Piquemal, durante una conference call con la stampa ha negato la volontà della società di “arrivare al 100% del capitale di Edison”. Ma l’operazione sembra simile a quella realizzata da Lactalis con la Parmalat.

Ma A2A, per bocca del presidente del consiglio di sorveglianza Graziano Tarantini, ha già manifestato il proprio parere contrario: “La proposta non va assolutamente bene, è irricevibile”. Dopo aver incontrato l’assessore al bilancio del Comune di Milano, Bruno Tabacci, e aver sentito il sindaco di Brescia Adriano Paroli, Tarantini ha fatto sapere che sono tutti d’accordo sulla necessità di “ripartire dall’accordo di marzo e migliorarlo”, aggiungendo, subito dopo: “Non possiamo svendere la società”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire, se vuole continuare ad avere un'informazione di qualità. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

“Pensione a 67 anni? La bomba previdenziale scoppierà comunque in faccia ai precari”

next
Articolo Successivo

Ci faremo influenzare dai vaccini?

next