Il regista ucciso Mauro Curreri

E’ stato ucciso in un teatro, dove aveva in programma una riunione per il suo ultimo film, intitolato “Francesco Baracca, l’asso degli assi”. Mauro Curreri, regista di origine torinese, è morto sotto i colpi di pistola esplosi da Mauro Pastorello, 53 anni, ufficiale dell’Esercito in congedo. E’ accaduto oggi, mezz’ora dopo le 13, al civico numero 5 di via Giacomo Watt, nella zona dei Navigli a Milano.

Pastorello al momento del delitto indossava un’uniforme militare con il grado di maggiore e ha sparato con una vecchia pistola, risalente agli anni successivi alla seconda guerra mondiale. I colpi sono stati esplosi mentre i due si trovavano in un corridoio del teatro, quello dal quale si accede agli studi di posa. Secondo una prima ricostruzione, ci sarebbe stata una colluttazione durante la quale anche lo stesso Pastorello è rimasto ferito al volto. Poco dopo l’uomo ha chiamato il centralino dei carabinieri chiedendo di parlare col neo Comandante Provinciale dell’Arma, Salvatore Luongo, e spiegando di avere appena ucciso un uomo. Sono stati poi proprio i carabinieri a fermarlo. Nel frattempo era stato chiamato anche il 118.  per prestare soccorso a Curreri, gravemente ferito, che poi è morto poco dopo.

Quanto al movente, secondo quanto si apprende potrebbe essere di natura economica: già in passato Curreri era stato denunciato (anche dal programma televisivo Striscia la notizia) per il mancato versamento dei pagamenti verso attori e comparse delle sue pellicole. E Pastorello aveva lavorato con lui, facendogli da consulente nel film “Gli eroi di Podrute”.

L’incontro di oggi tra i due doveva infatti servire a chiarire la posizione del regista a proposito del suo debito nei confronti dell’assassino. Una somma che, a quanto pare, non era però ancora stata definita nel suo ammontare. Ma la discussione, hanno raccontato alcuni testimoni, è degenarata e Pastorello ha sparato due colpi dalla sua calibro 22 contro Curreri,  ferendolo a morte.

Il regista aveva convocato in teatro anche gli attori per l’integrazione del contratto relativo al suo ultimo film. Una produzione che forse non navigava in acque tranquille dal punto di vista finanziario, visto che da agosto le riprese erano state più volte rimandate.

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO DAVVERO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire perché noi, come tutti, non lavoriamo gratis. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili

MANI PULITE 25 ANNI DOPO

di Gianni Barbacetto ,Marco Travaglio ,Peter Gomez 12€ Acquista
Articolo Precedente

“Dei partiti non ci fidiamo più”. Gli aquilani lanciano una coalizione della società civile

next
Articolo Successivo

Lo Stato pensa a vendere i propri beni
Ma nessuno sa quanto valga il patrimonio

next