Il conto dice per il momento un morto. Si tratta di un giovane cingalese rimasto sotto l’acqua nei suo seminterrato a Castelporziano. Smentita invece la morte di un anziano. Restano invece le code interminabili, le voragini in mezzo alle strade, le ambulanze ferme anche per mezz’ora nello stesso punto, tra clacson impazziti e autobus bloccati. E ancora cassonetti che galleggiano (sulla Salaria), 8mila chiamate al 112, 5mila alla Questura, persone intrappolate in casa e stazioni della metro (chiusa) allagate.

Si è svegliata così Roma, sotto un nubifragio che l’ha letteralmente paralizzata, ha bloccato i trasporti, tenendo fermi per un giorno tanto i pendolari che le auto blu. Al punto che persino il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, atteso a Pisa, ha dovuto rimandare lo spostamento di qualche ora.

Nel centro storico i disagi peggiori per automobilisti e mezzi pubblici: l’allagamento in via dei Fori Imperiali ha costretto chi usciva dalla metro fermata Colosseo a rimanere all’interno dei locali. Il piazzale antistante la fermata è infatti impraticabile per i pedoni. Le ripercussioni sul traffico automobilistico, poi, sono ancora più gravi a causa dei diversi tamponamenti dovuti all’acqua che ha invaso le strade. Viale Aventino è chiuso tra Colosseo e il Circo Massimo a causa di diversi incidenti e cadute con moto e scooter.

Sono tanti gli automobilisti che hanno abbandonato le auto e cercano di raggiungere a piedi i luoghi di lavoro. Anche questa, pero’, si dimostra un’impresa difficile: a ridosso dei Fori Imperiali infatti, il fango e i detriti trascinati dalla pioggia hanno invaso i marciapiede. La chiusura di Viale Aventino ha creato un ingorgo su via dei Fori Imperiali e via Labicana: per percorrere duecento metri, dalla fermata Colosseo a via del Celio, occorrono non meno di 45 minuti in auto.

Se già normalmente bastano poche gocce di pioggia a mettere in ginocchio la capitale, l’eccezionalità delle precipitazioni ha mandato la città nella paralisi più completa. Il sindaco Alemanno ha disposto l’apertura dei varchi della Ztl per permettere alle auto di trovare percorsi alternativi. Contemporaneamente ha chiesto al governatore del Lazio, Renata Polverini, di riconoscere lo “stato d’emergenza e il conseguente riconoscimento dello stato di calamità naturale per l’agricoltura e la protezione civile”.

Se accettata la richiesta varrà da giustificazioni per tutti coloro che non sono riusciti ad arrivare sul posto di lavoro. Difficilmente invece basterà ad arginare le polemiche. Disastrose, ad esempio, le conseguenze che il temporale ha avuto su infrastrutture scuole e università. Allagata la zona della Sapienza, mentre le agenzie riportano cedimenti dei piani stradali e persino crolli di parti dei soffitti in un liceo. Trecento bambini sono stati salvati dai carabinieri dopo che la loro scuola si era allagata, mentre gli ambulatori di ematologia del Policlinico hanno registrato crolli in diversi punti del soffitto.

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