Dopo l’abbandono di Pietro Vignali, il commissariamento della città di Parma compie il suo primo atto formale con l’arrivo di Anna Maria Cancellieri nel ruolo di commissario prefettizio. L’ufficializzazione è arrivata stamattina e il nuovo commissario guiderà il Comune parmigiano per i prossimi tre mesi, tempo necessario a sciogliere il consiglio ed estinguere tutti gli incarichi politici ad esso collegati. Proprio la Cancellieri ha concluso da poco un’esperienza simile a Bologna, come commissario esterno per circa un anno e traghettando il Comune dagli scandali di Flavio Delbono fino alle elezioni che hanno visto vincere Virginio Merola.

Ma non solo: era già stata commissario a Parma, esattamente 17 anni fa, e prima ancora nominata prefetto di Bergamo, dal 1997 al 2000. La Cancellieri tornerà quindi nella sua Parma, armata di impegno e determinazione: “Mi comporterò da sindaco”, ha dichiarato alla stampa. La sua ultima esperienza a Parma risale nel 1994, quando portò la città alle elezioni comunali dopo le dimissioni del sindaco Stefano Lavagetto.

La storia si ripete, ma la realtà cambia: anche allora il primo cittadino si dovette dimettere per un giro di mazzette e corruzione, che portò agli arresti domiciliari i consiglieri Alfredo Stocchi e Claudio Belletti. Ma ora la Cancellieri dovrà affrontare debiti, risanamenti di conti, decidere la sorte di numerosi lavoratori, anche a fronte degli oltre 70 milioni di euro arrivati come finanziamento e rimorso per l’ex progetto della metro.

E sul web, le opinioni sul suo operato a Bologna si dividono tra sostenitori e oppositori. Pietro Vignali, provato per la morte del padre avvenuta nei giorni scorsi, dopo aver abbandonato per sempre il Comune di Parma si è detto comunque disponibile a collaborare con il commissario per far uscire la città dalla difficile situazione economica.

In pensione dal 2009, la Cancellieri ha un curriculum di tutto rispetto. Romana, Inizia a lavorare a 19 anni presso la presidenza del Consiglio. Laureata in Scienze politiche a Roma, nel ’72 a Milano inizia la Carriera direttiva al ministero dell’Interno e nel 1993 è nominata prefetto. Oltre che a Parma è stata sub-commissario a Milano, poi prefetto a Vicenza, Bergamo, Brescia, Catania e Genova. E’ stata anche commissario del teatro Bellini di Catania.

Oggi sessantasettenne, nonna e madre, alla sua prima uscita pubblica quando fu nominata commissario a Bologna ha ricordato il suo animo da femminista doc: “Io l’8 marzo l’abolirei, la donna non deve sentirsi razza a parte perché siamo molto meglio degli uomini”.