Giovani mattoni umani, block bricks, se siete provocatori o infiltrati o ultras, non è diretta a voi questa invettiva. Se invece siete attivisti politici, qualunque cosa vi raccontiate per giustificare le vostre iniziative luddite quando va male o vandaliche quando va peggio, non solo è sbagliata ma è politicamente vile, anche se dettata da una rabbia legittima. Un rivoluzionario, qualora questa qualifica vi compiaccia, non si nasconde né dietro un passamontagna né dentro un corteo, quando esso si è consapevolmente e spontaneamente assemblato come pacifico nello spirito comune della quasi totalità dei suoi partecipanti. Il proporsi pacifico, nelle forme, del corteo non corrisponde naturalmente alle sue istanze e ai suoi obiettivi, che sono radicalmente e per ora insanabilmente conflittuali.

La pericolosità politica della composizione fra non aggressività dei modi e radicalità degli obiettivi è infinitamente superiore allo spettacolo delle vostre vetrine rotte o automobili anonime bruciate. Con i vostri comportamenti più mediaticamente impressionanti, voi comprimete di fatto questa pericolosità e ne appannate i contenuti. Siete una forza insieme di censura e di repressione del movimento, la quale in qualche modo viene a supplire funzionalmente alla debolezza storica oggettiva e alla crisi di giustificazione dei poteri vigenti. Le vostre azioni arbitrarie offrono infatti loro il destro per svicolare dai temi reali e dalla incapacità di rispondervi in nome dei rischi per l’Ordine Pubblico.

Cosa si dovrebbe imparare da voi? Non certo la rabbia, che è uno dei motori stessi della manifestazione, ma che essa intendeva gestire con la massima efficacia possibile. In che modo dunque il vostro esempio rafforzerebbe il movimento? A chi è utile, se esso stesso, nel suo spirito più profondo, lo rifiuta? Vi piace godere da soli, in una specie di perversione di sovversivismo autoerotico? Qualora convergeste con gli obiettivi del movimento, come vi permettete di decidere da soli cosa e come fare? E allora fino a che punto? E se decideste di distruggere oltre le cose anche le persone, con lo stesso cinismo del Capitale Finanziario? O rispondereste a queste questioni come fanno i commendatori: “Lei non sa chi sono io ?”. Andate piuttosto a farvi benedire da quella statuetta della madonnina che avete simpaticamente sbriciolato, ve lo dicono due vecchi atei convinti.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Il discorso di Maroni al Senato: “Tremila incappucciati sono nuovo terrorismo urbano”

prev
Articolo Successivo

A fianco del poliziotto che fugge

next