Il presidente di LeG Gustavo Zagrebelsky

Non sono più i tempi dei Girotondi, nemmeno quelli del Palasharp. E il motivo è molto semplice: le cose sono peggiorate.

Per questo motivo Libertà e Giustizia torna in piazza, oggi, a Milano. Appuntamento alle 14 .30 all’Arco della Pace al grido di “Ricucire l’Italia”, perché, come sostiene il presidente onorario di LeG Gustavo Zagrebelsky: “L’anno dell’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia rischia di concludersi con una frattura profonda. Sempre più e rapidamente, una parte crescente del popolo italiano si allontana da coloro che sono chiamati a rappresentarlo. Chi ci governa vive ormai in un mondo lontano, un mondo alla rovescia. Da ciò che traspare dalle stanze del governo noi proviamo scandalo”.

Da certe tribune di “messaggi speciali” si griderà di nuovo a parrucconi e moralisti, ma a chi sarà oggi in piazza, delle abitudini sessuali di un vecchio premier, importa relativamente. Il senso più autentico dello “scandalo” è quello ancora sintetizzato da Zagrebelsky: “È gravemente offensivo del comune sentimento del pudore politico un Parlamento disposto ad accecarsi di fronte alla lampante verità dei fatti e a trasformare il vero in falso e il falso in vero”. E per chi – per dirla con Bice Biagi – “Non ne può più di vergognarsi di essere italiano”, i motivi per aderire non mancano: “Siamo sull’orlo di un precipizio. E quali sono le misure urgenti? La legge bavaglio e la riforma della giustizia”.

All’iniziativa di LeG hanno aderito in tanti, dall’Anpi alla Cgil, da Articolo 21 a Libera. Sul palco dell’Arco della Pace, moderati da Luisella Costamagna, si alterneranno Marco Travaglio, Michele Serra, Nando Dalla Chiesa, Marco Revelli, Lorenza Carlassarre, Roberta De Monticelli, Corrado Stajano, Bruno Tinti e tanti altri . Nessun politico invitato, tranne Massimo Donadi (Idv) perchè promotore del referendum anti-porcellum: “Ma chiunque – dichiara Sandra Bonsanti, presidente di LeG – è ovviamente il benvenuto. Bisogna sconfiggere la delusione e abbandonare il complesso del ‘tanto non serve a niente’. Le ultime amministrative e i referendum sono frutto anche di iniziative come questa”.

da il Fatto Quotidiano dell’8 ottobre 2011

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