Parlate male dell’omeopatia sul web? Rischiate di ricevere una diffida per diffamazione dalla multinazionale Boiron.

È accaduto a Samuele Riva, ingegnere informatico, che sul suo blog (www.blogzero.it) a luglio ha scritto due articoli sull’omeopatia, raccontandone le basi e distinguendola da altre terapie “alternative” come la cura con le erbe. L’omeopatia infatti viene spesso confusa con la fitoterapia: la cura con estratti vegetali. Secondo l’omeopatia invece un preparato è tanto più potente quanto più viene diluito. La diluizione è indicata sulle confezioni con simboli come 12C o 30C. È facile calcolare, chimica alla mano, che già una preparazione 12C non contiene praticamente più nessuna molecola attiva: è solo zucchero.

Che l’omeopatia non abbia basi scientifiche è noto. Questo non impedisce a milioni di persone di acquistare, soddisfatti, questi preparati spesso consigliati da medici e farmacisti. L’attendibilità scientifica di una disciplina però non si misura con il numero di “credenti” (medici inclusi): milioni di persone credono all’astrologia, all’acqua benedetta di Lourdes, ai chakra e al potere terapeutico delle preghiere. Ognuno è libero di crederci, ma non ci si può indispettire se qualcuno scrive che sono pratiche prive di valore scientifico. La “fede” non va confusa con la scienza.

Samuele Riva però ha avuto la “cattiva” idea, per illustrare i suoi due articoli, di citare la multinazionale del settore Boiron (quotata in borsa dal 1987, nel 2010 ha avuto un fatturato di 520 milioni di euro. Fonte www.boiron.com) e di parlare del suo preparato omeopatico di punta: l’Oscillococcinum, reclamizzato come un medicamento contro i sintomi dell’influenza.

I legali della Boiron, ritenendo gli articoli di Riva diffamatori nei confronti dell’azienda e dell’omeopatia, hanno intimato all’internet provider di togliere i riferimenti all’azienda e all’Oscillococcinum, e di revocare l’accesso di Samuele al suo blog, minacciando altrimenti azioni legali. Samuele toglie i riferimenti ma subito scrive un nuovo articolo denunciando il tentativo di censura. Immediatamente, con il tam-tam di internet, i lettori degli articoli di Samuele da qualche centinaio aumentano a dismisura. Molti siti web riprendono la vicenda di Samuele-Davide contro Boiron-Golia che approda addirittura sulle pagine della prestigiosa rivista di medicina British Medical Journal.

Già in passato chi ha osato “toccare” l’omeopatia è finito davanti al giudice: Piero Angela anni fa in televisione aveva parlato della mancanza di basi scientifiche dell’omeopatia, paragonandola all’acqua fresca. Fu portato in tribunale nel 2004 da due associazioni di omeopati che pretendevano un “diritto di replica” nella trasmissione di Angela. Il conduttore racconta al British Medical Journal di aver vinto la causa perché il giudice “ha valutato le evidenze scientifiche a nostro supporto, e ha dichiarato che gli omeopati non avevano diritto a una replica […], accettando la mia tesi che è dovere di un giornalista scientifico distinguere chiaramente ciò che è scienza da ciò che non lo è”.

Boiron, che non si aspettava una reazione così pronta dal popolo della rete, ha preferito deporre l’ascia di guerra. L’amministratore delegato di Boiron Italia, Silvia Nencioni, pochi giorni fa ha scritto a Samuele Riva dicendosi dispiaciuta che il loro intervento fosse stato vissuto come una minaccia alla libertà della rete, lasciando cadere l’azione legale. Ironicamente ora, grazie a Boiron, molte più persone sanno che nelle pillole omeopatiche ad alta diluizione c’è solo zucchero.

Saturno, 9 Settembre 2011

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Romney e Perry sono già in guerra

next
Articolo Successivo

Lady Gaga? Nostra Signora Nostalgia

next