“E’ una clamorosa menzogna, di cui io sono vittima, la tesi secondo cui la Bicamerale impedì l’approvazione della legge sul conflitto di interessi”. Massimo D’Alema spiega dal suo punto di vista perché la norma non fu mai approvata. Dopo le sue dimissioni da presidente del Consiglio alla fine del 1999, la legislatura dell’Ulivo si chiuse nel 2001 con la legge votata in un solo ramo del Parlamento, quando ormai era chiaro da un po’ che non ci sarebbe stato tempo per farla passare nell’altro. “Il centrosinistra decise di dare la priorità alla riforma federalista – spiega l’ex premier -. L’iter della legge non fu completato. Io non voglio dare la colpa a nessuno, ma io non c’ero più”. D’Alema dimentica però di dire che di quel centrosinistra lui era uno dei leader. E che l’Ulivo, per portare a conclusione l’iter, aveva avuto cinque anni. A partire dal 1996 quando aveva vinto le elezioni

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