“Faccio parte del Fli, voterò con il Fli”. Così il deputato Luca Barbareschi rispondeva questa mattina a ilfattoquotidiano.it a margine del convegno romano “Libertiamo” sul voto alla Camera di questa sera sulla richiesta di perquisizione nei confronti del ragioniere di Silvio Berlusconi sul caso Ruby. Peccato che alla fine l’attore si sia confermato “Trasformista” dal titolo del suo film del 2002: il voto, infatti, a differenza del suo gruppo politico, è stato di astensione. Poi scoppia un ‘giallo’. Barbareschi esce dalla Camera è nervoso, va via in bicicletta ma dopo una decina di minuti torna indietro per tornare a Montecitorio: “Io astenuto? – balbetta ai nostri microfoni – Ma no, ho votato con il Fli e ho votato Sì alla perquisizione. C’è stato solo un disguido tecnico, controllate i resoconti stenografici”, poi se la prende con i giornalisti: “Non controllate, non verificate è questo il problema dell’informazione”. Il collega di partito Fabio Granata assicura: “Barbareschi si è sbagliato e poi spontaneamente e andato ai banchi della presidenza per verbalizzare il suo voto contrario come il resto del gruppo” ma aggiunge “in questi giorni tristi per la Repubblica, l’unica cosa divertente è la strategia di comunicazione di Barbareschi, che non è nei binari di una mente normale. Per me ci sta prendendo tutti in giro“. Insomma, qualcuno sospetta che Barbareschi con quest’ultimo atto voglia ingraziarsi il Pdl tenendo ancor più sulle spine Fini. Lui sibillino continua a rimandare ad una conferenza stampa fissata per lunedì: “Facciamo una scommessa? Vediamo cosa succede lunedì in conferenza…”. Poi sull’indiscrezione che nell’incontro avuto con il premier ad Arcore si sia parlato anche delle fiction da lui prodotte, risponde: “Le mie fiction erano già nel piano industriale Rai dello scorso anno, non ho bisogno della politica per lavorare”.
Servizio di David Perluigi, montaggio Giorgio Perluigi

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