Privato è meglio? Dal capitolo “Il business della sanità” del libro “La lobby di Dio” (di Ferruccio Pinotti, Chiarelettere)

I problemi maggiori sono comunque nelle strutture private accreditate. Nel 2007 scoppia a Milano il caso della clinica Santa Rita, ribattezzata la ≪clinica degli orrori≫, una struttura privata accreditata presso la Regione. L’inchiesta dei pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano scoperchia un sistema allucinante, facendo luce su un’ottantina di interventi chirurgici inutili e dannosi (culminati in un caso con la morte del paziente) finalizzati ad arricchire la struttura tramite il sistema dei rimborsi. Nel giugno 2008 scatta la custodia cautelare per 13 medici e il titolare dell’ospedale. Finiscono in carcere il primario di Chirurgia toracica, Pier Paolo Brega Massone, e il suo stretto collaboratore Pietro Fabio Presicci; gli altri agli arresti domiciliari. Tra i principali imputati al processo, figura anche l’assistente del primario, Marco Pansera. Nell’ottobre 2010 il primario e stato condannato in primo grado a quindici anni e sei mesi di carcere, i suoi aiuti a pene piu lievi (Presicci a dieci anni e Pansera a sei anni e nove mesi). I consiglieri regionali Giuseppe Civati e Carlo Monguzzi, nel loro dossier Il libro grigio della giunta Formigoni,41 si chiedono: ≪Siamo sicuri che quella della Santa Rita sia una eccezione? […] Nella vicenda della clinica Santa Rita di Milano si intrecciano tra loro tutti gli elementi della privatizzazione alla “ciellina” dei servizi sanitari, dei pagamenti a prestazione, della liberalizzazione degli accreditamenti secondo l’ormai classico e noto “modello lombardo” della sanita≫. Un modello che, in nome della sussidiarieta, incide profondamente sulla strategia politica e organizzativa della macchina regionale, e soprattutto sul sistema del welfare. Il sistema di potere ciellino ha invaso la sanita, denunciano Civati e Monguzzi: ≪Alla fine quello che conta soprattutto, per la nomina dei vertici, e l’appartenenza politica, e il punteggio di valutazione e influenzato anche da questo aspetto. Non solo: le nomine dei vertici sanitari seguono anch’esse questo principio. Non valgono l’esperienza o le pubblicazioni scientifiche quanto piuttosto l’appartenenza riconosciuta e visibile al gruppo politico della maggioranza≫. In Italia il ≪modello lombardo≫ e sinonimo di efficienza. Il bilancio regionale e formalmente in pareggio, ma l’onere a carico dei cittadini e molto piu alto che altrove: ≪I lombardi pagano per prestazioni sanitarie “private” sei miliardi di euro l’anno, seicento euro a testa≫ denunciano Civati e Monguzzi. ≪Il motivo e che i tempi di attesa per molti esami diagnostici, per visite specialistiche e per diversi interventi chirurgici sono cosi alti da spingere i cittadini verso il privato, pagando di tasca propria. Questo e un costo della sanita: se il pubblico e il privato accreditato fossero piu efficienti, i cittadini non dovrebbero mettere mano al portafogli≫. Oltre alle visite private a pagamento, ci sono i costi dei ticket sulle prestazioni e sui farmaci applicati dal servizio sanitario regionale, che per i farmaci sono i piu alti d’Italia. Ma c’e un trucco ulteriore per drenare soldi dal cittadino al fine di mantenere un sistema di cui si avvantaggiano i gruppi della sanita privata: l’addizionale regionale Irpef, prelevata sul reddito in busta paga o nelle dichiarazioni dei redditi. Introdotta da Formigoni nel 2002 per riportare il bilancio in pareggio, l’addizionale e ancora applicata, nonostante la crisi economica, su tutti i redditi da 15.500 euro in su.

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