Una società è un po’ come la metafora di una grande famiglia. Le persone comuni sono quelle senza voce: sono bambini che non sanno ancora parlare. Le istituzioni sono adulti che parlano solo tra di loro, liquidano i pargoli con una carezza e la prima fesseria che gli capita tra le mani, magari una collanina di pietre colorate: l’importante è che tornino a giocare nella loro cameretta.

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Così accade che per richiedere attenzioni, la gente comune sia talvolta costretta a strillare. Se non basta, certi bimbi ostinati trattengono il respiro e diventano rossi rossi, minacciando di togliersi la vita se non ottengono almeno un po’ di attenzione. Piaccia o no, gli infanti non hanno altro mezzo che l’utilizzo chiassoso o autolesivo del proprio corpo per farsi ascoltare. E piaccia o no, sembra che se non arrivino a trattenere il respiro o non si incatenino da qualche parte senza mangiare e senza bere, i cittadini non esistano. Né per i media né per la politica, occupata a consumare lauti pasti intrattenendosi in conversazioni leziose sul modo migliore di cucinare questo o quel manicaretto.

Così Frediano Manzi ha trattenuto il respiro. E’ diventato prima rosso, poi paonazzo, poi violaceo. Infine, quando papà e mamma hanno cominciato a preoccuparsi e gli si sono fatti intorno, ha potuto indicare il pericolo: la bombola del gas rimasta aperta in cucina. E sembra che finalmente qualcuno si sia alzato per chiuderla.

Ieri mattina Salvatore Borsellino ha raggiunto Frediano, insieme alle sue Agende Rosse, a molti giornalisti, agli amministratori locali e al parlamentare Pd Emanuele Fiano. Da Emanuele ha ottenuto l’assicurazione che nei prossimi giorni verrà presentato un emendamento alla legge 108 del 7 marzo 1996 sull’usura, seguendo le linee guida proposte da Frediano. Saranno inoltre svolti i necessari accertamenti sugli oltre 2000 siti web che promettono prestiti facili quanto illegali, denunciati dall’associazione di Frediano, S.O.S. Racket e Usura.

Ogni tanto il web serve. Ogni tanto…

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