Il cuore di Solomon Burke ha fermato il battito della sua vita sospeso in volo, mentre l’aereo che lo stava portando da Los Angeles ad Amsterdam stava iniziando ad atterrare.

Poche settimane fa avevamo dedicato un post al suo ultimo disco, un album d’autore, con la sua voce al centro della musica.

Un album frutto di un incontro rimandato per oltre trent’anni, che alla fine ha visto protagonisti, in una sola notte, uno dei più importanti produttori musicali americani: Willie Mitchell e il Reverendo del Soul.

Non si erano mai conosciuti personalmente, rimandando la circostanza alla prima occasione utile, ma mandandosi negli anni reciproci messaggi di apprezzamento e stima.

Lo scorso anno, al termine di un concerto a Philadelphia, Solomon Burke, decise che quel momento era arrivato. Prima di rientrare a Los Angeles, decise di far tappa a Memphis per conoscere finalmente Willie.

Un incontro tra due fratelli, così è stato il nostro abbraccio”.

Poche ore dopo i migliori musicisti di Memphis vennero convocati nello studio di registrazione e “Nothing’s impossibile” è il racconto della notte di musica che ne è seguita, incisa sul nastro.

Poi Willie lavorò a lungo sugli arrangiamenti, cesellando incastri di fiati, pieni di archi, morbide chitarre e tappeti di organo.

Peccato che il termine del lavoro sia coinciso con il termine del contratto con la vita di Willie Mitchell, scomparso lo scorso 5 gennaio.

Era una voce forte, potente quella di Solomon Burke, sicura e senza mai un’esitazione, ma era soprattutto una voce che, a dispetto della sua immensa mole, riusciva a poggiarsi leggera sulla musica.

Mi sorprendeva sempre ascoltarlo, aveva il dono di farti sentire che  stesse cantando solo per te, che quel momento in cui lui cantava e tu lo ascoltavi, non sarebbe più tornato. Era lì, in quel momento.

L’ esperienza di quell’incontro è stata irripetibile, tanto che nel presentare il disco Solomon Burke disse: “se potessi tornare indietro, mi fermerei e cristallizzerei ogni momento passato a lavorare su questo album. Fa male sapere che non avrò mai più un’opportunità del genere”.

Questi sono alcuni dei momenti più belli e intensi di quel disco: Video1, Video2

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Il rapporto tra B. e Fini diventa una soap opera

next
Articolo Successivo

Il peso della cultura

next