Risultato: comincia a farsi vedere una luce “fievole” in fondo al tunnel. Prossimo obiettivo: chiudere i centri d’accoglienza, da Mineo a Isola Capo Rizzuto. Priorità: approvare lo Ius Soli perché è anche così che si combatte il terrorismo integralista. A parlare è il ministro dell’Interno Marco Minniti in un’intervista ad un forum organizzato da Avvenire e in un intervento alla Scuola per la Democrazia di Aosta, voluto dal consiglio regionale della Val d’Aosta e dall’associazione ItaliaDecide di Luciano Violante. Per il capo del Viminale la luce “fievole” in fondo al tunnel sono i flussi in diminuzione, anche se è ancora presto per dire se in maniera strutturale, precisa. Tuttavia, secondo il ministro, “l’Italia non va all’incontro per l’integrazione con la propria bandiera dei valori come se fosse una bandiera bucata, la cosa peggiore nell’integrazione è non mettere in campo i propri valori”. I valori che l’Italia mette in campo nel processo di integrazione sono – secondo Minniti – “i valori intangibili della prima parte della Costituzione“.

Anche per questo il ministro dell’Interno spinge per l’approvazione entro questa legislatura della legge su Ius soli e Ius culturae, anche senza correzioni per evitare che i tempi si allunghino. “Quando parliamo di Ius soli e ius culturae”, sottolinea Minniti, “non parliamo di migranti, ma di persone nate in Italia e che qui hanno compiuto un ciclo scolastico. Lo dico con nettezza: credo che si debba fare di tutto per approvarla, anche così com’è”. Certo, sarebbe bene che la maggioranza resti unita, riflette il ministro, ma “una questione di principio così rilevante, su cui io mi sento personalmente impegnato, interpella il Parlamento e la coscienza di ogni singolo parlamentare”. Si tratta di “un terreno vitale per i prossimi 15 anni. E potrà avere riflessi positivi nel contrasto al terrorismo di matrice integralista”. Sul tema dell’accoglienza, il responsabile del Viminale spiega che il suo obiettivo è “andare verso il superamento dei grandi centri d’accoglienza, superare Isola Capo Rizzuto, superare Mineo, per passare a strutture piccole e meglio gestibili”. Servirà per questo la collaborazione dei sindaci.

A Aosta è intervenuto anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Il lavoro continuo di consolidamento della nostra identità nazionale – ha detto tra l’altro il capo del governo – è un percorso molto importante, ma sappiamo che questo percorso non ha nulla a che fare con le spinte che oggi si dicono sovraniste“. Gentiloni ha aggiunto che “questo patriottismo contemporaneo non ha nulla a che fare con ostilità nei confronti di altre culture e di altri popoli e tanto meno con l’annullamento delle nostre identità locali”.