“Si, in effetti penso che l’Isis debba tornare i redazione – a Parigi – e finire il lavoro…”. Il tweet è del deputato di Direzione Italia Massimo Corsaro. L’onorevole in Parlamento con il partito di destra fondato da Fitto, è stato assessore in Lombardia con Alleanza nazionale, poi è passato a Fratelli d’Italia ed è ricordato soprattutto per il commento offensivo e antisemita alla foto del dem Emanuele Fiano. Ora non ha apprezzato l’ultima copertina del giornale satirico Charlie Hebdo e ha deciso di mostrare così il suo sdegno verso la rivista, vittima dell’attacco terroristico del gennaio 2015.

 

Il settimanale francese nell’ultimo numero del 3o agosto mette al centro della satira l‘alluvione di Harvey. Si vedono tante braccia tese con il saluto hitleriano mentre vengono sommerse dell’acqua. “Dio esiste: ha annegato tutti i nazisti del Texas” riporta la rivista in prima pagina. Il deputato fittiano non resiste alla provocazione e a pochi giorni dall’uscita del giornale twitta il suo “augurio”. Secondo lui i seguaci dello Stato Islamico dovrebbe tornare nella sede della redazione e “finire il lavoro”. Il settimanale francese il 7 gennaio 2015 fu attaccato da due terroristi islamici. Nell’attentato sono morti 12 giornalisti della redazione di Charlie Hebdo, tra cui anche il direttore Stéphane Charbonnier, la penna dietro la firma Charb.  Il deputato di Direzione Italia, “sempre a destra” come recita la sua presentazione sul social, non ci sta, questa “storiella ha stancato”. A chi gli fa notare che quella di Charlie Hebdo è satira, il parlamentare fittiano risponde: “Possono dirsi felici che sia morta della gente ed io non posso rimpiangere che loro non siano spariti tutti?”. Uno sfogo lo affida anche a Facebook criticando quelli che “le battute van bene, ma solo a senso unico”, e poi fingono scandalo a comando sugli altri”. E conlude: “Che penosa mandria di ipocriti”.

Massimo Corsaro non è nuovo a queste uscite. A luglio aveva commentato offensivamente una foto del deputato Emanuele Fianofirmatario e relatore del ddl sull’apologia del fascismo. Nel post -che aveva indignato la sinistra al punto di chiedere anche le dimissioni – si leggeva: “Porta le sopracciglia così per coprire i segni della circoncisione…”.  Accusato di antisemitismo, ha pensato bene di peggiorare la situazione, minimizzando: “Volevo solo dirgli che è una testa di c…”. Il politico si è poi scusato con il dem in una lunga nota dicendosi “tristemente dispiaciuto”.