I francesi non vogliono uno “status ufficiale” per la première dame, o first lady, per dirla all’inglese. Una petizione lanciata da Thierry Paul Valette, che dirige l’associazione Égalité nationale, ha già raccolto più di 110mila firme e sostiene che la creazione di una figura speciale per il ruolo svolto da Brigitte, come più volte proposto per la moglie dal presidente Emmanuel Macron, è in contraddizione con la moralità pubblica e i tagli imposti agli eletti della Repubblica. “Non vi è alcuna ragione perché la moglie del capo dello Stato possa ottenere un budget con dei fondi pubblici”, si legge nel testo della petizione pubblicata sulla piattaforma change.org. “Non siamo negli Usa, dove da diverso tempo la first lady ha un ruolo ufficiale. Siamo in Francia, dove abbiamo i nostri valori, che funzionano”, ha spiegato all’Express il promotore Vallette, che intende raccogliere fino a mezzo milione di firme.

Uno statuto, un ufficio all’Eliseo e un budget per i collaboratori: la proposta di Macron per creare un ruolo ad hoc per Brigitte risale in realtà già al periodo della campagna elettorale. “Dobbiamo mettere fine a una forma di ipocrisia“, diceva ad aprile l’allora candidato di En Marche! in un’intervista al primo canale (Tf1), “bisogna dare uno status ufficiale alla première dame o al premier homme, insomma al partner del presidente”. In effetti già Bernadette Chirac, Carla Bruni-Sarkozy e più di recente Valérie Trierweiler, prima compagna di François Hollande, hanno avuto un ufficio e dei collaboratori fissi. Di fatto però, il ruolo della moglie del presidente francese non è né scritto nella Costituzione né è previsto da nessun protocollo.

Il nuovo inquilino dell’Eliseo vuole quindi istituzionalizzarlo e far diventare sua moglie la prima première dame ufficiale di Francia. Il modello di riferimento sarebbe la Casa Bianca, e non tanto Ivanka Trump, quanto quella che fu la posizione di Michelle Obama. D’altronde Macron non ha mai nascosto l’importanza di Brigitte, fin dalla sua presenza sul palco nella sera della vittoria alle elezioni. Quella della moglie è una presenza costante e importante. E così la questione è tornata d’attualità in questi giorni, ma si scontra con l’opposizione dei francesi: nei sondaggi più recenti, il 68% è contrario alla creazione dello statuto.